Dove vederlo: Al cinema
Titolo originale: Primavera
Regia: Damiano Michieletto
Sceneggiatura: Ludovica Rampoldi, Damiano Michieletto
Cast: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Valentina Bellè
Musiche: Fabio Massimo Capogrosso
Produzione: Italia, Francia 2025
Genere: Storico
Durata: 110 minuti

Foto di Kimberley Ross
Trama
Ambientato nella Venezia del primo Settecento, Primavera racconta la storia di Cecilia (Tecla Insolia), giovane violinista dotata di straordinario talento, cresciuta nell’Ospedale della Pietà, un orfanotrofio femminile noto in tutta Europa per i suoi celebri ensemble musicali, composti esclusivamente da ragazze abbandonate.
Nonostante il suo dono musicale, Cecilia vive isolata dietro i cancelli dell’istituzione, dove le regole delle suore che la gestiscono impongono che le musiciste si esibiscano nascoste alla vista del pubblico. Mentre attende il ritorno del suo promesso sposo, mecenate e benefattore dell’orfanotrofio, l’unica via d’uscita sembra essere un matrimonio combinato.
L’arrivo del nuovo insegnante di musica, Antonio Vivaldi (Michele Riondino), compositore ambizioso e sacerdote, segna per Cecilia l’inizio di una trasformazione. L’incontro tra il talento della giovane e la visione del maestro apre uno spazio inatteso di espressione, forza interiore e desiderio di autodeterminazione.
Recensione
Opera prima di Damiano Michieletto, talento italiano ormai consolidato e grande rivoluzionario dell’opera lirica, Primavera è l’adattamento del libro Stabat Mater – romanzo con cui Tiziano Scarpa vinse nel 2009 il premio Strega – tutto giocato su uno scambio epistolare tra Cecilia, ventenne reclusa nell’Ospedale della Pietà e la madre mai conosciuta.
La storia personale di Cecilia la porterà a incrociare quella di Antonio Vivaldi e le conseguenze di questo incontro cambieranno la vita di entrambi. La pellicola, scritta da Ludovica Rampoldi a quattro mani col regista, ha la musica come perno centrale: aldilà di quella extra diegetica (ingrediente con cui si toccano le emotività dei personaggi), un significato plurisimbolico lo ha quella diegetica.
Se questa da “ruggine” diventa opportunità di sogno e libertà, se da semplice diletto quotidiano diventa elemento di emancipazione personale e femminile, è soprattutto grazie al personaggio di Vivaldi che essa assume ulteriore valore. Grazie alla sua fiducia Cecilia, violinista talentuosa, viene a contatto per la prima volta con la sua intima identità.
Ciò porta a un elemento di rottura rispetto all’uguaglianza forzata nella quale è costretta insieme alle altre ragazze dell’orfanotrofio. La giovane, persa nei suoi interrogativi che rivolge alla madre, scrivendoli di nascosto e immaginando un ipotetico confronto con lei, intuisce di poter decidere per sè e per il proprio futuro – che la vede già sposa a un ricco generale veneziano interpretato da Stefano Accorsi.
La luce di speranza che il rapporto con la musica e col maestro riaccendono in lei la proiettano verso un cambiamento radicale. Musica dunque come elemento di ribellione e di libertà, ma anche di rinascita: la primavera che dà il titolo al film si riferisce proprio a questo, un viaggio che le anime dei due solitari protagonisti condividono dopo il buio inverno dal quale, ognuno a modo proprio, proviene.
Entrambi sono prigionieri: lei delle mura dell’Ospedale, lui della sua malattia congenita. E, per entrambi, la musica rappresenta l’unica via di fuga. Anche fuori dalla sua comfort zone, Michieletto pare trovarsi a proprio agio dietro la macchina da presa, dirigendo un film che possiamo definire più classico rispetto alla sua personalità artistica spesso fuori dagli schemi. Egli dimostra notevole abilità nell’approcciarsi a una grammatica singolare e non comune come quella cinematografica, sia nella direzione degli attori che nell’interfacciarsi con le singole maestranze.
Presentato al Toronto Film Festival e già venduto in molti paesi, Primavera vanta un cast corale di professionisti e una crew di tutto rispetto (magistrali sono in tal senso le scenografie e i costumi), con una fotografia il cui gioco sul chiaroscuro, insieme alla color palette, rimanda all’estetica dei dipinti dell’epoca.
Curiosità
“La Primavera” è il titolo di uno dei concerti relativi alle “Quattro Stagioni” composte da Vivaldi: Concerto No. 1 in E major, Op.8, RV 269
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