- Cinema e divano

Send Help

Titolo originale: Send Help

Regia: Sam Raimi

Sceneggiatura: Damian Shannon, Mark Swift

Cast: Rachel McAdams, Dylan O’Brien, Edyll Ismail, Dennis Haysbert

Musiche: Danny Elfman

Produzione: USA 2026

Genere: Thriller

Durata: 113 minuti

(L-R) Dylan O’Brien as Bradley Preston and Rachel McAdams as Linda Liddle in 20th Century Studios’ SEND HELP. Photo by Brook Rushton. © 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Trama

Linda (Rachel McAdams) lavora da anni nell’ufficio di una grande azienda, ma coltiva una personale passione per un programma televisivo di sopravvivenza. È vedova, è alternativa, indossa abiti un po’ strani, ama i sandwich al tonno e ha un pappagallino che chiama “Tesoro”. È solare, gentile e ama quello che fa. Subisce però continue umiliazioni da parte dei colleghi per il suo aspetto e il suo modo di essere, fino a essere portata all’esasperazione dall’arroganza del nuovo giovane capo Bradley (Dylan O’Brien), figlio dell’ex direttore.

Durante un viaggio di lavoro, l’aereo in cui entrambi si trovano precipita su un’isola lontana da tutto. Bradley è in difficolta, ferito e smarrito. Un’occasione che Linda sfrutta per attuare la sua vendetta e dare il via a una dirompente rivalsa.

Recensione

Linda derisa dalla civiltà; Linda libera dalla civiltà e libera di muoversi in un contesto inedito ma a lei congeniale. Da qui prende il via una vicenda che sembra promettere una classica “storia di sopravvivenza”, ma che ben presto devia verso qualcosa di molto più agghiacciante. Ambientato su un’isola apparentemente deserta, Send Help è un film atipico, lontano dai modelli a cui il genere ci ha abituati.

Costruito sul continuo ribaltamento delle percezioni, riesce a sorprendere con più di un plot twist: non è ciò che sembra e, soprattutto, non è ciò che ci si aspetta. I pericoli non sono la fame, la sete, le tempeste o gli animali selvaggi. Linda è ingegnosa e autosufficiente. Dunque, per lei la sopravvivenza non rappresenta un vero problema.

Bradley, al contrario, è preda dell’insicurezza e della paura, e il loro equilibrio risulta fortemente sbilanciato. Sull’isola, il vero potere è nelle mani di Linda. La nuova opera di Sam Raimi porta così lo spettatore a porsi diverse domande: è davvero l’isola a tenerli in trappola? Linda ha progettato tutto fin dall’inizio? Perché sono sopravvissuti solo loro?

Rachel McAdams e Dylan O’Brien danno vita a due personaggi complessi, capaci di suscitare emozioni contrastanti. I puntini si uniscono lentamente, le inquadrature iniziali sono spesso ravvicinate e quasi disturbanti, e restituiscono il modo in cui Bradley vede Linda. Al principio appare sporca e trascurata, dice di essere sensibile ma non debole, e sente di potercela fare.

Poco alla volta rifiorisce e, paradossalmente, diventa sempre più bella sull’isola. La protagonista si reinventa, non si abbatte. Send Help diventa così una storia di rivalsa femminile. Si finisce per empatizzare con entrambi i personaggi, ma in modo diverso: Linda incute paura, mentre Bradley provoca rabbia. È uno sbruffone, viziato e ingrato, ma sembra anche portarsi dietro un passato complicato.

La pellicola indaga fino a che punto possa spingersi un’anima addolorata e disperata. La prospettiva cambia rapidamente e lascia confusi: ciò che Linda sta facendo è giusto? È egoista, ma agisce così per stare bene. Send Help è violento e angosciante, ma anche divertente e carico di significato. Linda suscita tenerezza e un attimo dopo puro terrore, risultato questo della sapiente mescolanza di generi, commedia, thriller psicologico e avventura.

Mettete da parte Cast Away (2000) o il classicissimo Laguna Blu (1980). Quello di Raimi è un film tutt’altro che romantico e introspettivo, è un’incursione nella follia, con momenti di danza, risate fuori luogo e una profonda incomprensione che raccontano la deriva di una donna abbandonata dal mondo.

Curiosità

Nel film non poteva mancare l’attore feticcio di Sam Raimi, Bruce Campbell, che qui interpreta il padre di Bradley.

Bianca Maria Regina

Sono nata nel 2002 e mi sono laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’AI. Appassionata di storytelling e arti performative, scrivo recensioni cinematografiche e teatrali. Ho esperienza in giornalismo, content creation e gestione della comunicazione digital. Amo osservare, ascoltare e raccontare: che sia dietro una macchina fotografica o davanti a una pagina bianca. Nel tempo libero esploro la natura e i suoi linguaggi.
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