Dove vederlo: Al cinema
Titolo originale: Affeksjonsverdi
Regia: Joachim Trier
Sceneggiatura: Eskil Vogt, Joachim Trier
Cast: Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas, Elle Fanning
Musiche: Hania Rani
Produzione: Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia, Regno Unito, Turchia 2025
Genere: Drammatico
Durata: 133 minuti

Crediti foto: Kasper Tuxen Andersen
da Lucky Red
Vincitore del Grand Prize al Festival di Cannes
Trama
Gustav Borg (Stellan Skarsgård), regista celebre e da tempo inattivo, si riaffaccia nella vita delle figlie Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) in occasione del funerale della sua ex moglie. Ha l’intento ben preciso di proporre a Nora, affermata attrice teatrale, il ruolo principale di un film che sostiene di aver scritto per lei. Nora rifiuta categoricamente, con rabbia.
A seguito di una coincidenza che appare quasi costruita, Gustav incontra grazie una retrospettiva a lui dedicata in un festival la starlette Rachel Kemp (Elle Fanning), che rimane profondamente colpita dal suo lavoro – in cui Agnes da bambina aveva recitato – tanto da accettare lei il ruolo da protagonista con tutte le conseguenze del caso.
Recensione
Dopo il grande successo di La persona peggiore del mondo (Verdens verste menneske, 2021), che conclude la cosiddetta Trilogia di Oslo, il regista norvegese Joachim Trier apre con Sentimental Value una nuova fase del proprio percorso narrativo. Abbandonata l’analisi centrata su un singolo personaggio – quello di Julie – Trier sceglie qui di esplorare le relazioni familiari mettendo al centro il rapporto irrisolto tra un padre assente, e le sue due figlie ormai adulte.
Un processo di sostituzione e sovrapposizione rende evidente il nodo irrisolto del racconto che sta nel tentativo di Gustav di recuperare un legame attraverso l’arte, senza riuscire davvero ad affrontare il dolore che ha causato. Il personaggio del genitore fallimentare ma redento si costruisce così all’incrocio tra incomunicabilità, desiderio di ricostruzione e una tenerezza trattenuta.
L’interpretazione di Stellan Skarsgård restituisce con grande finezza le contraddizioni di un uomo attraversato dal rimorso ma non dal rimpianto, ancorato all’orgoglio per il proprio passato artistico e però cosciente di essere stato incapace di riconoscere pienamente le proprie responsabilità affettive.
Trier è attento a creare personaggi molto sensibili, osservandoli dalle loro interiorità e dai modi in cui queste si riflettono nei rapporti interpersonali. È in questo sguardo che si rivela il legame profondo tra Nora e Agnes, fondato sulla cura reciproca, ma anche sulle difficoltà personali che entrambe faticano a elaborare.
I momenti più intensi, in cui si colgono le verità più profonde dei personaggi, non sono affidati a lunghi dialoghi ma a silenzi, sguardi, posture e piccoli movimenti. In questo senso, Sentimental Value si configura anche come un film sul cinema stesso. Infatti, il progetto di Gustav, costruito attorno all’idea di un piano sequenza, riflette la sua ossessione per l’espressività dei gesti e dei pensieri.
Trier mette così in scena un cinema che tenta di colmare le fratture emotive – di una vita, anche in relazione alla madre – attraverso la rappresentazione, lasciando però emergere, con lucidità e pudore, i limiti di questo tentativo, per poi arrivare a una risoluzione finale trasparente che lascia allo spettatore un sorriso.
Curiosità
Joachim Trier ha scritto il soggetto pensando specificamente a Renate Reinve – già interprete di Oslo, 31 agosto (2011) e La persona peggiore del mondo (2021) – nel ruolo di Nora.

