- Cinema e divano

Spy x Family Code: White

Dove vederlo: Al cinema

Titolo originale: Gekijôban Spy x Family Code: White

Regia: Kazuhiro Furuhashi, Takashi Katagiri

Sceneggiatura: Ichirô Ôkouchi

Musiche: Know Name

Produzione: Giappone 2023

Genere: Animazione

Durata: 110 minuti

Trailer

   

Regia: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Loid e Yor sono un’abile spia e una temibile assassina legate da un unico obiettivo, mantenere una famiglia fittizia per favorire i loro interessi professionali e non destare sospetti. Tuttavia, nessuno dei due è al corrente della doppia vita del partner, a eccezione della loro figlia adottiva Anya, una telepate il cui potere è all’oscuro di tutti.

I tre decidono di fare un viaggio per assaggiare un ricercato piatto che la bambina dovrà replicare come esame scolastico. La famiglia Forger si ritroverà presto nei guai per un casuale intreccio di eventi che li spingerà a proteggere il mondo da una guerra incombente.

Recensione

Spy x Family Code: White è il prolungamento cinematografico dell’omonimo anime ideato da Tatsuya Endo, che ha debuttato due anni prima riscuotendo un discreto successo. Il plot narra la storia di un rapporto tra due sconosciuti apparentemente cauti e individualisti, ma che celano un animo insicuro, fragile e in cerca di conferme. Anya, la figlia adottiva, si identifica come il fulcro di questa singolare unione, essendo in grado di percepire tutte le debolezze dei propri genitori, eludendo inesorabilmente ogni loro segreto.

Amore e fiducia sono le parole chiave di questo lungometraggio dalla piacevole impronta comica, che si concilia bene con la trama leggera e avvincente (anche se, inizialmente, fatica ad avviarsi). Lo stile è quello tipico giapponese, non adatto a ogni tipo di spettatore, tuttavia molto apprezzato dagli appassionati e non solo.

Punto forte: gli scenari, ben disegnati e d’impatto, capaci di trasmettere l’emozione giusta con grande tempismo sia nei momenti d’intermezzo, sia in quelli più cruciali e movimentati. Nella media, invece, le musiche appaiono sterili, piuttosto anemiche, assolutamente non all’altezza degli interessanti personaggi che dovrebbero esaltare.

Nel complesso, quella del duo Furuhashi-Katagiri si rivela un’opera delicata e piena di colore, capace di strappare volentieri un sorriso grazie alla sua semplicità e a una sceneggiatura abbastanza coinvolgente. Nonostante ci si aspettasse un film chiusura, Code: White dà l’idea di essere un anello centrale della catena di eventi. Una specie di limbo in cui non si sa se bisogna rassegnarsi o sperare in un nuovo capitolo finalmente definitivo.

Curiosità

 

Tra le società produttrici figura la Toho Animation, sezione della celebre e storica casa di produzione giapponese fondata nel 1932 a Chiyoda.

Stefano Federico

Dal Salento con amore. Sono un aspirante giornalista, laureato in Sociologia e Criminologia all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti. Sin dall’infanzia mi è stata insegnata l’importanza e la bellezza della Settima Arte e sono cresciuto in un ambiente in cui il cinema, la musica e la letteratura mi hanno fatto da fratello maggiore. Adesso, finalmente, è arrivato per me il momento di ricambiare il favore.
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