Titolo originale: Strike – Figli di un’era sbagliata
Regia: Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico
Sceneggiatura: Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gianni Corsi
Cast: Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Matilde Gioli
Musiche: Davide “Dade” Pavanello
Produzione: Italia 2026
Genere: Commedia
Durata: 107 minuti

Crediti foto: Paco Cinematografica / Filmclub Distribuzione
Trama
Dante (Gabriele Berti), Pietro (Giovanni Nasta) e Tiziano (Diego Tricarico) trascorrono l’estate in una struttura sanitaria di accoglienza a Roma, dedicata a persone con varie dipendenze, dalla droga al gioco d’azzardo. Dante, in realtà, non è un paziente, ma uno studente di psicologia prossimo alla laurea, lì per svolgere il tirocinio, anche se fatica a farsi ascoltare e rispettare.
Pietro, invece, è stato più volte fermato per possesso di marijuana, ha sviluppato una dipendenza dal gioco e non riesce a superare la fine della sua relazione. Tiziano dichiara una forte dipendenza dalle droghe, anche se la sua situazione personale si rivela fin da subito più complessa di quanto lasci intendere.
Dante organizza un incontro terapeutico, che però non ottiene il risultato sperato. Nonostante le differenze e i caratteri diversi, i tre ragazzi finiscono per creare un legame reale, aiutandosi a vicenda ad affrontare le proprie fragilità e scoprendo il valore dell’amicizia.
Recensione
Strike – Figli di un’era sbagliata nasce inizialmente come spettacolo teatrale poi rielaborato per il cinema. Si racconta come la dipendenza non sia legata solo alla droga, ma possa assumere forme diverse, sottolineando quanto sia difficile riconoscerla e accettarla. Allo stesso tempo mostra le conseguenze che essa ha, non solo su chi ne soffre, ma anche sulle persone vicine, tra sacrifici, incomprensioni e tentativi di aiutare chi spesso non chiede aiuto.
Dal punto di vista stilistico, la narrazione è costruita per episodi intrecciati, in cui ciascun protagonista contribuisce a raccontare una parte della propria storia. La regia utilizza spesso primi piani e dettagli per avvicinare lo spettatore ai personaggi e, nei momenti più intensi, la camera a mano restituisce un senso di confusione e instabilità emotiva.
Scritta e diretta da Gabriele Berti, Giovanni Nasti e Diego Tricarico, l’opera d’esordio si rivolge soprattutto ai giovani, raccontando debolezze spesso nascoste. Il rapporto di Dante con il padre, che non accetta il suo percorso, aggiunge un ulteriore livello di conflitto. Strike mostra quanto sia arduo per un giovane trovare il proprio posto nel mondo.
Il tono resta quello della commedia italiana, ma senza risultare superficiale. Alterna momenti ironici a riflessioni più profonde, il tutto avvalorato dalle interpretazioni e partecipazioni a supporto dei tre registi e attori, ovverosia quelle di Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno e Pilar Fogliati.
Curiosità
Nella colonna sonora è presente il brano “Nulla di stupefacente” di Fulminacci, che affronta il tema della difficoltà di chiedere aiuto. Il cantante ha raccontato come sia frequente, soprattutto da giovani, non riuscire a esprimere il proprio disagio o a capire come aiutare chi sta male.

