- Cinema e divano

Troll

Dove vederlo: Netflix

Titolo originale: Troll

Regia: Roar Uthaug

Sceneggiatura: Espen Aukan

Cast: Ine Marie Wilmann, Kim Falck, Mads Pettersen, Gard B. Eidsvold

Musiche: Johannes Ringen

Produzione: Norvegia 2022

Genere: Fantasy

Durata: 101 minuti

Trailer

Troll. Cr. Courtesy of Netflix © 2022

Trama

Gli invasivi scavi all’interno del monte Dovre per la costruzione di un tunnel risvegliano una creatura pachidermica rimasta prigioniera per 1.000 anni. È un troll che, diretto verso la capitale Oslo, distrugge ogni cosa lungo il proprio cammino.

Il governo norvegese, allarmato, convoca la paleontologa Nora Tidemann (Ine Marie Wilmann) per trovare una soluzione ed evitare che il gigante raggiunga la città gettando la popolazione nel panico. L’esercito, intanto, schiera un arsenale per scongiurare il peggio.

Recensione

Arriva dalle fredde terre dei fiordi e non è soltanto un fantasy d’intrattenimento. Troll ha leve più ampie, tiene il passo del suo enorme protagonista e punta a buon diritto il dito dell’insindacabile denuncia contro gli abomini dell’uomo nei confronti della natura. Se fosse una pellicola a stelle e strisce, si tratterebbe solo di una falsa predica pro-ambiente senza alcuna attendibilità… un emulo del catastrofismo targato Emmerich.

La differenza sta nel fatto che Troll è una produzione norvegese e in nord Europa le battaglie si combattono seriamente, rendendo così metaforicamente credibile questa incursione nella mitologia scandinava. Più pragmatico e sintetico delle tante versioni cinematografiche di King Kong, il lavoro di Roar Uthaug prende le distanze dal Troll Hunter di André Ovredal girato in forma di mockumentary e si percepisce come una conseguenza reale in cui il senso di umanità viene spartito piuttosto equamente.

Il gigante da una parte, Nora, suo padre Tobias e il giovane Andreas dall’altra, non fazioni opposte ma facce di una stessa medaglia, quella che si schiera con la bellezza della manifestazione naturalistica, qualcosa di potente, miracoloso, a dir di più necessario al fine di ridestare qualche coscienza.

L’entourage governativo menziona Greta Thunberg con il sarcasmo di chi è scettico e sprezzante… ma intanto l’evocativo nome della ribellione millennial emerge ed è un segnale. A suffragio del significato, Uthaug aggiunge una regia concreta e un apparato di FX visivi incontestabile, di perfetta fattura, senza bisogno di budget sproporzionati.

C’era il rischio di banalizzare la vicenda ma succede esattamente il contrario: si resta spesso a bocca aperta, si sorride, si riflette e pur ci si commuove. Reazioni frutto di un buon cinema, capace di custodire un po’ della sua originalità restituendo il tema del viaggio morale.

Curiosità

Le persone in uniforme blu e arancione sullo sfondo non sono attori, ma veri e propri soldati e donne della Protezione Civile norvegese. Le squadre della FIG Sel e della FIG Lom hanno partecipato alle riprese a Bøverdalen. A Oslo è stato chiesto ai soldati di leva di offrirsi volontari.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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