- Cinema e divano

War Machine (2026)

Titolo originale: War Machine

Regia: Patrick Hughes

Sceneggiatura: Patrick Hughes, James Beaufort

Cast: Alan Ritchson, Stephan James, Dennis Quaid, Jai Courtney

Produzione: Regno Unito, USA, Australia, Nuova Zelanda 2026

Genere: Fantascienza

Durata: 106 minuti

War Machine. Alan Ritchson as 81 in War Machine. Cr. Ben King/Netflix © 2026.

Trama

Un gruppo di candidati al reclutamento nel corpo degli Army Ranger USA si trova ad affrontare una letale minaccia proveniente dallo spazio, una macchina ultratecnologica creata per uccidere e apparentemente senza punti deboli. Un veterano di guerra (Alan Ritchson), tormentato dal ricordo della morte del fratello in battaglia, deve tenere in vita i suoi commilitoni e intanto trovare un modo per neutralizzare il micidiale invasore.

Recensione

Realizzato in Australia e Nuova Zelanda, War Machine è una di quelle pellicole che rinvigoriscono il filone dei blockbuster tornando a un muscolare cinema d’azione e sfruttando la linfa di più generi, tra i quali il dramma bellico, il war movie in senso stretto e la fantascienza, con il motivo survival a far da collante. Messe insieme le proporzioni, ecco configurato il grande spettacolo, mai sofisticato, intriso di una violenza d’effetto e di FX costellato.

Nell’estrema semplicità di trama, il film attinge i singoli topoi dell’intrattenimento, puntando sul movimento e il dinamismo balistico incorniciato dalla vastità della natura selvaggia. La regia, affidata a Patrick Hughes (I mercenari 3, Come ti ammazzo il bodyguard), impiega la scala dei piani per delineare il rapporto costante fra i protagonisti e il paesaggio, insistendo sui campi lunghi che legano insieme prede, cacciatore e sfondo naturalistico dando l’idea delle dimensioni in un contesto di caccia e relativa sopravvivenza.

Su tutto dovrebbe giganteggiare l’enorme macchina aliena realizzata in digitale, se non fosse che a prendersi la scena (nel cast figurano anche Jai Courtney e Dennis Quaid) è un altro colosso, Alan Ritchson, eclettica star di Reacher e di altre serie televisive granitiche unite a opere cinematografiche di largo consumo.

Acquisita la meritata popolarità, Ritchson è sempre più inserito nel circuito del grande schermo e in War Machine commisura l’esplosiva forza fisica facendo prevalere il tormento di un soldato, il suo senso di colpa e un evidente sindrome post-traumatica. In breve, la sceneggiatura di Patrick Hughes e James Beaufort trova il giusto equilibrio fra sparatutto, world invasion e fattore umano, non potendo puntare sull’originalità della commistione.

Déjà vu e cliché imperversano creando riferimenti senza soluzione di continuità a quel cinema sovraccarico di sci-fi fusa con la percezione della costante minaccia, situazione alla quale la destabilizzazione globale ci sta tristemente abituando.

CINEFOCUS

La macchina aliena di War Machine: anatomia di un predatore (quasi) perfetto

Curiosità

In Australia, il film è stato proiettato nelle sale cinematografiche per un periodo di due settimane.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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