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Verso la notte: l’opera prima di Vincenzo Lauria è un progetto corale

Mercoledì 24 novembre 2021, Cinema dei piccoli – Villa Borghese, Roma.

verso la notte estratto posterPost-proiezione dell’opera prima di Vincenzo Lauria (classe 1973) Verso la notte, lungometraggio  presentato alla 66a edizione del Taormina Film Fest nella Sezione Indieuropea, dove ha vinto il Premio del Pubblico di MYmovies. A moderare l’incontro Paolo Minuto, titolare di Cineclub Internazionale Distribuzione. Presenti all’evento il regista e i due protagonisti Duné Medros (Maryam) e Alireza Garshasbi (Hesam).

La trama di Verso la notte

Al centro della vicenda Maryam, una ragazza iraniana che sta realizzando un documentario su Anna, una donna che vive per le strade di Roma. Ad appassionarsi alla stessa figura della senzatetto è Hesam, anche lui iraniano e con la stessa passione per il cinema e le inchieste. Tra i due nasce una storia d’amore inizialmente idilliaca, su cui però non tardano ad affiorare ombre oscure che porteranno a un’inevitabile rottura.

Parole, gesti e silenzi in una storia di insicurezze

Lauria spiega che Verso la notte rappresenta l’attuazione di un presagio e la realizzazione di un amore autentico, un sentimento vero che, proprio in quanto tale, porta dentro di sé anche il germe della sua distruzione. Il regista spiega che si tratta di un’indagine sulle impercettibili sfumature delle parole, dei gesti e dei silenzi, che nella storia raccontano le insicurezze dell’animo fragile e instabile dei due protagonisti.

vincenzo lauriaEssendo questi ultimi presenti in sala, alcune questioni curiose vengono poste ai due ragazzi iraniani, che parlano fluentemente italiano e spiegano il loro modo di recitare, incentrato sulla naturalezza e in parte facilitato dal fatto che tra loro parlassero la propria lingua. In una scena del film, Maryam scrive “Mi manchi” in un messaggio a Hesam, e lo si vede formulato in caratteri arabi.

Hesam le risponde invece utilizzando l’alfabeto europeo e le dice che ha avuto dei problemi a casa. “Casa, sono io la tua casa” – risponde Maryam. I due ragazzi raccontano il processo del riconoscersi a vicenda e diventare, piano piano, “una cosa sola”. Duné Medros rivela, però, di non essere in grado, in realtà, di utilizzare i caratteri arabi, e di saper parlare persiano senza però saperlo scrivere.

Alireza Garshasbi afferma che invece è molto normale tra i ragazzi di oggi utilizzare tra loro la lingua araba ma “mediata” tramite la tastiera europea, in un misto linguistico ribattezzato Fenglish, dall’unione di “farsi” e “inglese”.

Un progetto corale, un lavoro di scrittura partecipata

troupe verso la notteÈ di nuovo Alireza Garshasbi a nominare il progetto Dogma 95 come l’esempio cinematografico a cui la troupe diretta da Lauria si ispirava durante le riprese, in particolar modo per la camera portata a spalla e l’immediatezza dei personaggi, al fine di non caricare la recitazione di preparazioni troppo cervellotiche superflue e poco realistiche.

Viene messa in luce da tutti i presenti in sala la coralità del progetto di Verso la notte, realizzato con un budget molto ridotto e definito da Paolo Minuto “un progetto produttivo cooperativo, un lavoro di scrittura partecipata”, al quale ognuno del cast come della troupe poteva contribuire con un’idea o un suggerimento.

Un’armonia di fondo che insieme stride e combacia con il messaggio del film, in larga parte ispirato da vicende autobiografiche o comunque riferite da persone vicine. Lauria ha trasposto il tutto sul grande schermo con delicatezza, realismo e una fotografia da alcuni accostata a quella di Ermanno Olmi per la bellezza delle immagini e la voluta universalità dei luoghi.

Il film sarà al cinema a partire dal 9 dicembre 2021, distribuito da Cineclub Internazionale Distribuzione.

Giulia Longo

Giulia Longo

Sono nata a Napoli, dove sono cresciuta guidata dall'amore per il cinema, l'arte e la filosofia. Mi sono laureata e "addottorata" su Søren Kierkegaard. Borsista presso l'Accademia di Danimarca a Roma. Vivo tra Napoli, Roma e Copenaghen, dove ho seguito corsi di sceneggiatura e recitazione in varie scuole di cinema e ho lavorato come comparsa in film e serie-tv danesi. Collaboro con la Cineteca e l'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen. Traduco dal danese, francese e inglese. Attualmente lavoro a un progetto sull'influenza di Søren Kierkegaard nel cinema nordico.
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