- Cortometraggi

(Im)perfetta

Titolo originale: (Im)perfetta

Regia: Nicolò Bressan Degli Antoni

Sceneggiatura: Margherita Pezzella

Cast: Federica Franzellitti, Luna Shirin Rasia, Lisa Luchetta, Valeria Solarino

Musiche: Francesca Michielin

Produzione: Italia 2025

Genere: Drammatico

Durata: 18m 37s

Trailer

Federica Franzellitti e Valeria Solarino in (Im)perfetta
Crediti foto: Irene Santoni

Trama

La diciannovenne Elena (Federica Franzellitti) ha il cuore in frantumi e mille incertezze dopo essersi lasciata con il suo ragazzo. È attratta e quasi ipnotizzata dal profilo online di una famosa influencer, una giovane dal volto bello, seducente, capace di offrirle una “via di fuga” dal dolore, ma che alla fine si rivela per quello che è: un’illusione.

Recensione

(Im)perfetta, il nuovo corto di One More Pictures con Rai Cinema, racconta una storia che ci riguarda tutti da vicino affrontando un tema complesso. L’era dei social e del digitale ha creato dei demoni silenziosi e sottili, capaci di insinuarsi nei nostri pensieri e amplificare insicurezze e paure. Viviamo in un mondo dove tutto appare patinato, dove ogni immagine è perfetta, dove la bellezza sembra avere più valore di tutto il resto, e in questo mondo la fragilità trova terreno fertile per crescere.

Elena, interpretata da Federica Franzellitti, è la protagonista del corto, una ragazza qualunque che comincia a mostrare segni di cedimento e gravi insicurezze legate al suo aspetto fisico. I social diventano per lei un rifugio ma anche una tentazione, e in quella trappola trova il profilo di un’influencer perfetta: Marta Tiberini (Luna Shirin Rasia), che sfoggia un corpo scolpito, un sorriso magnetico e consigli che sembrano la chiave per trasformarsi.

Bellissima, sicura di sé, apparentemente senza difetti, le promette perfezione e miglioramento attraverso restrizioni e pillole miracolose. Una promessa che sembra il modo giusto per riscattare il dolore della rottura, per liberarsi dai complessi, per sentirsi finalmente adeguata, ma che alla fine si rivela soltanto un’illusione travestita da sogno.

Perché i social sono proprio questo: ci fanno credere che le sfortune appartengano solo a noi, che la vita degli altri sia migliore, più giusta, più luminosa, che i risultati e i successi che vediamo siano frutto del destino e non di artifici. Ci convincono che siamo sbagliati. L’era digitale ci mostra un mondo senza errori, senza sbavature, fatto di corpi bellissimi e magri, di pelli giovani e perfette, di personalità carismatiche, come se quella fosse la normalità da inseguire.

Elena segue i consigli dell’influencer come se fossero comandamenti da rispettare. Ogni passo diventa un tentativo di cancellare le proprie fragilità attraverso regole rigide che finiscono per danneggiare non solo il corpo e la mente, ma anche i rapporti con le persone che la circondano e che le vogliono davvero bene. Il film lo mostra chiaramente anche attraverso le interpretazioni degli attori secondari, tra cui spicca Valeria Solarino, che aggiunge forza e autenticità al racconto.

Perché i social ci fanno questo: creano una bolla, ci spingono a inseguire modelli che promettono la felicità, ma che in realtà si rivelano false guide, illusioni che alimentano ossessioni e ci fanno perdere il contatto con noi stessi. Ci convincono che non siamo abbastanza e ci spingono a modificarci in modo malsano, quando invero non c’è nulla di sbagliato in noi.

(Im)perfetta mette in guardia su un pericolo che può colpire chiunque, soprattutto i più giovani. Anche se avrebbe potuto andare più a fondo, non perde mai di vista il suo obiettivo: lanciare un messaggio importante, che ogni adolescente, giovane e adulto dovrebbe ascoltare per evitare l’ombra della tragedia.

Il montaggio è versatile e dinamico, la colonna sonora – la commovente canzone Quello che ancora non c’è [(Im)perfetta version] di Francesca Michielin – accompagna con coerenza, e la regia, pur essendo accademicamente lineare, riesce ad arrivare al punto sostenendo l’urgenza e la natura del progetto.

Il messaggio viene ribadito con forza prima dei titoli di coda: i social possono essere strumenti utili, ma se mal gestiti diventano pericolosi. Possono trasformarsi in specchi deformanti e ingannevoli. È fondamentale affidarsi a persone competenti, contattare chi è davvero in grado di aiutare, e ricordarsi che la perfezione non esiste. È solo un mito che l’umanità insegue vanamente.

La vera sfida è accettare le nostre imperfezioni, riconoscerci anche nei momenti bui e capire che non siamo sbagliati, che siamo già abbastanza e che ciò che conta davvero è avere il coraggio di seguire la nostra strada per diventare quello che desideriamo.

Curiosità

L’opera – vincitrice del contest “La realtà che non esiste” – è stata realizzata con il contributo del MiC, Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel Cinema e l’Audiovisivo.

Marco Fanciuso

Ciao! Sono Marco. Nato a Palermo, ho ottenuto il diploma presso un istituto tecnico. Fin dalla giovinezza coltivo una profonda passione per l'arte, con un amore viscerale per videogiochi, cinema, serie TV, libri e fumetti. Adoro analizzare ogni opera nei minimi dettagli e approfondire costantemente curiosità e argomenti diversi.
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