- Birra, una questione di stile, Food Experience

Braufactum Roog, una rauchweizen esperienziale

All’ultima edizione di Bolle di Malto a Biella, Anno Domini 2025, è emersa una volta di più la volontà dei mastri birrai di offrire prodotti con quel qualcosa in più, ovvero birre sempre meno canoniche e sempre più “esperienziali”. D’altronde, se è vero che quello brassicolo si definisce un mondo a parte nel senso più compiuto del termine, allora il significato del viaggio assume in fase di tasting un valore quasi assoluto, che le diverse degustazioni contribuiscono a incorporare.

Lo stand della QBA – Quality Beer Academy rappresenta certamente uno dei gotha insiti nella dimensione favolosa delle birre nazionali e internazionali. Perché dalle sue spillatrici solo all’apparenza fredde, metalliche e inanimate, si sprigionano essenze, dalle più semplici alle più complesse. Fra le due categorie si inserisce la Braufactum Roog, una birra molto speciale che conferma un fatto: tradizione e innovazione rifiutano l’ossimoro sapendo convivere perfettamente.

Malto essiccato su fiamma viva

La Braufactum Roog è stata creata a Bamberg nell’Alta Franconia in Germania, tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. Nella cotta ci sono il malto di frumento e il malto orzo essiccato su fiamma viva, un procedimento che si ripercuote positivamente sul suo tipico sapore in equilibrio fra dolce e secco-amaro con note marcatamente affumicate. Dunque, si tratta di una Rauchweizen.

Prodotta con il metodo dell’alta fermentazione, stile Saison, la Roog ha un colore molto simile al miele scuro, è ambrata e bruna, ha schiuma fine e persistente. Assaporarla equivale a star comodi su un triclinio con la frutta portata alla bocca. In questo caso arrivano sentori di pera, banana e scorza d’arancia, riconoscibili distintamente sebbene legati da uno spartito di frutta secca. E sul quel triclinio potremmo gustare un banchetto trionfale composto da bei tagli di manzo, cotolette d’agnello e cacciagione varia, senza escludere del pesce alla griglia.

La Roog si sposa anche con i dessert, ha un 20 IBU classificato come basso. Basso è poi il suo tenore alcolico, 6,6° molto piacevoli. La birra tedesca continua a essere una certezza inamovibile.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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