
Foto da: Francesca Corsini Comunicazione e Ufficio Stampa
1.000 mq di superficie, ca. 700 piante di vite in vaso, un unicum a cielo aperto. Sono solo alcuni dei dati eclatanti di Campus Grapes, la prima vigna urbana hi-tech al mondo inaugurata il 17 settembre 2025 presso il Politecnico di Torino alla presenza di importanti rappresentanti istituzionali e aziendali.
Fra di essi il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Assessore al Commercio e ai Mercati della Città di Torino Paolo Chiavarino, il Presidente dell’Unione Industriali Torino e Presidente Esecutivo Zest S.p.A. Marco Gay, oltre che il Vice Presidente con delega alla Sostenibilità dell’Unione Industriali Torino e Vice Presidente di Lavazza Group Marco Lavazza.
Con loro Luca Balbiano, Amministratore Delegato e fondatore di Citiculture, la start up che ha ideato questo progetto pionieristico reso possibile dalla collaborazione sinergica di enti pubblici, polo universitario e realtà aziendali territoriali.
Politecnico e Università degli Studi di Torino hanno così potuto presentare uno spazio cruciale, creato per essere de facto un laboratorio finalizzato ad accrescere sostenibilità, raggio d’azione scientifico e reti sociali nell’ambito dell’innovazione tecnologica ponte tra ecologia e applicazioni digitali.
Campus Grapes, un progetto di viticoltura sostenibile
Campus Grapes è una grande visione che si è concretizzata in una precisa ottica di viticoltura sostenibile ricca di opportunità, come sottolineato dal Rettore del Politecnico Stefano Corgnati:
“[…] Con la realizzazione di questa vigna urbana abbiamo inoltre dato concretezza al nostro progetto di ateneo, che parte dalla formazione di nuove opportunità di innovazione per le nostre studentesse e i nostri studenti, applicandole a campi caratterizzanti il nostro territorio. Un vero e proprio living lab che si sviluppa attraverso nuove prospettive tecnologiche, che vanno dall’uso razionale dell’acqua fino alla nuova sensoristica, in un Politecnico sempre di più orientato sull’imparare facendo […]”

Foto da: Francesca Corsini Comunicazione e Ufficio Stampa
Il Campus agglomererà laboratori, esposizioni, aree adibite al co-working, ospitando finanche numerosi corsi formativi. Il Comitato Scientifico presieduto dal Politecnico farà da garante alla qualità e all’impatto del progetto nei termini competenti, coordinando le attività di ricerca, valutando e indirizzando le proposte con approccio interdisciplinare orientato ai risultati. Tantissimi i valori in campo, come specificato da Alberto Cirio:
“Questa vigna urbana racconta tre storie che sono anche le nostre: il legame con la terra, l’ingegno che nasce dallo studio e la voglia di fare futuro. È un dialogo che continua ancora oggi, in una regione che ha saputo essere capitale dell’innovazione senza mai dimenticare la propria anima agricola. […] Oggi non bastano più solo le braccia: servono cervelli, ricerca, talenti e scienziati soprattutto in un mondo sempre più competitivo dove abbiamo l’ambizione di restare all’altezza. […]”
L’importanza del progetto si evince anche dalle parole di Paolo Chiavarino:
“Campus Grapes è la dimostrazione di come Torino sappia coniugare innovazione e tradizione. Questo laboratorio urbano rappresenta un’opportunità di ricerca e formazione che si inserisce nel più ampio contesto della cultura vitivinicola e agroalimentare piemontese, rafforzandone l’identità. Iniziative di questo tipo contribuiscono a valorizzare l’intero ecosistema del commercio e dell’agroalimentare […]”
Innovazione e Agritech
Inserito nel piano di “Nature Based Solutions” del Politecnico di Torino, Campus Grapes intende configurarsi come hub per la formazione avanzata in Agritech, in connessione dunque con la laurea magistrale in Agritech Engineering, punta di diamante dell’Ateneo. Di fronte ai cambiamenti climatici e alle nuove sfide del presente e del futuro, tale connotazione ha un grandissimo peso anche sul tessuto economico-industriale e a ribadirlo è Marco Gay:
“… Il mix di sostenibilità, riduzione del consumo di suolo, circolarità ed energia a basso impatto, rappresentano una parte importante nella visione che ci viene richiesta per il futuro del nostro tessuto industriale. Sono obiettivi che possono essere raggiunti solo facendo sistema, integrando innovazione, competenze e conoscenze, come avviene in questo campus e nelle imprese, perché confronto e condivisione generano progresso.”

Foto da: Francesca Corsini Comunicazione e Ufficio Stampa
L’inaugurazione ha portato a rivelare un percorso lungimirante e duraturo entro cui si susseguiranno innovazioni agronomiche che vedranno l’utilizzo di viti in vaso per un più facile monitoraggio delle fasi di crescita, un aumento della resilienza tramite diversificazione clonale e varietale, sistemi di allevamento sperimentali finalizzati a testare l’adattabilità nel contesto urbano.
In aggiunta, si uniranno sensori ambientali legati a piante, acqua e aria. Tale dispiegamento di forze tecnologiche trovano l’evidente orgoglio di Luca Balbiano:
“Campus Grapes rappresenta una tappa fondamentale per Citiculture, già al lavoro per replicare il modello in altre città.”
Aziende ed enti partecipanti al progetto
Campus Grapes è il frutto del successo della prima fase di crowdfunding – cui ne seguirà una seconda per implementazioni e completamenti delle infrastrutture pubbliche – che ha superato quota 100 mila euro grazie alla compartecipazione di 13 aziende/enti sponsor (oltre a corporate e privati): Lavazza Group, Exclusive Brands Torino, Reale Foundation, Engas, Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino, Eventum/Grapes in Town, Luca&Violina, EdilCompany, I Magredi, Neh Experience, SellaLab, Zenit, Fondazione Zoom e Zoom.
Campus Grapes è ora parte di U.V.A. (Urban Vineyards Association), l’Associazione Internazionale dei vigneti urbani.
