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Chablis, lo Chardonnay della Borgogna che viene dal freddo

Negli Stati Uniti d’America non esiste una consolidata tradizione vitivinicola, in quanto di fatto assente dal DNA storico di una nazione che da poco ha iniziato a camminare con le proprie gambe nel contesto dell’enogastronomia. Fa dunque un certo effetto constatare il vivo interesse del protagonista de Il Sommelier (Prentice Penny, 2020) per la materia vino, specialmente se cresciuto in una famiglia dedita al culto del barbecue, laddove sono essenzialmente bibite gassate e birra ad accompagnare le pietanze di carne.

Da grigliatore a master sommelier

il sommelier scena filmEppure Elijah di ribs, ali e cosce di pollo non vuol troppo sentir parlare, preferendo alla griglia il mosto fermentato per il quale percepisce di avere una portentosa affinità declinata in vocazione. Entrato in aperto conflitto col padre, che lo vorrebbe a gestire la steak house attiva da generazioni, il ragazzo intraprende invece il complicato percorso volto a trasformarlo in un sommelier professionista, anzi in un master sommelier.

I sogni sono sogni: mai frapporsi tra questi e il sognatore. Prentice Penny materializza le etichette che balenano nella mente effervescente di Elijah, includendo nelle sue carrellate nettari di Bacco oramai diventati miti e leggende del comparto wine-food. Non è un caso che allo Chablis AOC Domaine Long-Depaquit sia riservato il primo dettaglio offerto dalla cinepresa. Vi spieghiamo perché tale vino riveste un ruolo davvero importante fra le impettite bottiglie da cantina deluxe.

La tradizione storica dei vini Chablis

gli chablisGli Chablis – per chi non li conoscesse – hanno origine da uve Chardonnay coltivate in un clima molto rigido, palesandosi vini bianchi prevalentemente secchi la cui purezza, unita a freschezza, raffinatezza e mineralità, si fanno apprezzare in tutto il mondo. Vengono divisi in quattro categorie d’appartenenza: Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru.

La storia dello “Chardonnay che viene dal freddo” affonda le proprie radici nel Medioevo e nella coltivazione della vite da parte dei monaci dell’abbazia cistercense di Pontigny. Da allora molto poco è cambiato. La vendemmia si continua a effettuare a mano ma la fermentazione del mosto avviene in tini d’acciaio e non in botti di legno. Periodo di invecchiamento variabile fra i 2 e i 15 anni.

Questo gran vino di Borgogna prende il nome dal piccolo villaggio nei pressi di Auxerre lungo il fiume Saona, a nord della regione francese.

Chablis AOC Domaine Long-Depaquit

chablis aocProdotto dalla Maison Albert Bichot fin dal 1831, lo Chablis AOC Domaine Long-Depaquit è forte della denominazione di origine controllata che interessa dal 1938 ca. venti comuni in un totale di 4.500 ettari di territorio.

Riconosciuto come vino assai complesso in relazione alla tenuta Domaine Long-Depaquit, si diversifica per un’accentuata acidità abbinata a straordinaria eleganza e morbidezza. Di colore giallo paglierino, fermo, possiede un’aroma di fiori bianchi, silice e pietra focaia che riesce a coniugare nondimeno note ammandorlate, fruttate e agrumate in grado di renderne estremamente vivace il gusto.

Quest’ultimo va esaltato con piatti a base di frutti di mare o pesce (es. branzino, orata, pesce spada), crostacei e talvolta anche carne bianca e formaggi freschi. Come aperitivo eccelle nel cullare la pregiatezza di salmone, caviale e ostriche.

Temperatura di servizio compresa fra i 9 e gli 11°C.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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