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A quando il sequel di World War Z?

world war z sequelNon si placano le voci su un futuro sequel di World War Z, lo zombie movie con Brad Pitt campione di incassi nel 2013, capace di totalizzare complessivamente in tutto il mondo ben 540 milioni di dollari a fronte di un budget di 190 milioni stanziato dalla Paramount Pictures in collaborazione con Plan B.

L’horror di Marc Forster fece centro con record ai botteghini, ottenendo il pronto semaforo verde per il seguito, secondo capitolo di una trilogia studiata per sviluppare e trasporre in toto il best-seller omonimo di Max Brooks, figlio del noto attore comico Mel Brooks.

Pronti, partenza e… stop. Nel 2019 la Paramount fa un passo indietro proprio a pochi giorni dall’inizio delle riprese sotto la direzione registica di David Fincher che – in sostituzione di Juan Antonio Bayona – sarebbe tornato a collaborare con Pitt dopo il thriller cult Seven, il violento Fight Club e la time story Il curioso caso di Benjamin Button.

La Paramount accantona il progetto: i motivi

Nello sgomento più totale, la major hollywoodiana motiva l’accantonamento del progetto imputando a Fincher la pretesa di voler disporre di un budget ben superiore a quello del primo film e sempre con l’R-rated trattandosi di una pellicola sugli zombie, peraltro impossibile da piazzare sul mercato cinese a causa delle restrizioni vigenti nel Paese (niente film sui non-morti né sui fantasmi, divieto lapidario).

La casa di produzione, provata finanziariamente dai bassi ricavi generati da Annientamento e Bumblebee, è andata in pari con Mission: Impossible – Fallout e A Quiet Place ma non intende rischiare un improvviso disinteresse delle assai volubili platee mondiali in un periodo ancora attivamente pandemico.

Potenziali guadagni di World War Z 2

La scelta della Paramount Pictures appare parecchio discutibile sebbene non così illogica. Considerando un ipotizzabile fondo di 250 milioni di dollari a disposizione di Fincher (includendovi però i compensi dell’intera troupe, del cast e gli usuali oneri di promozione) e una risultanza in termini di vendita di biglietti almeno eguale al primigenio successo di World War Z (Covid-19 permettendo, e questa non è cosa da trascurare), si otterrebbe un guadagno di 290 milioni, motivo di sicura soddisfazione se si pensa che negli Stati Uniti si sancisce il successo di un film solo se la quota ricavi arriva almeno a raddoppiare quella relativa al budget.

Il progetto World War Z 2, che ha pronto da tempo lo script di David Kelly e il sistema FX di Eric Barba, sembra in qualche modo destinato a vedere la luce, come sperano vivamente Brad Pitt e Mireille Enos. Lo si intuisce dalle parole di uno dei produttori partner di Plan B, Jeremy Kleiner, che ai microfoni di The Hollywood Reporter aveva dichiarato a inizio 2020 (dopo lo stop produzione ma prima dello scoppio della pandemia):

Un giorno forse, il film si farà. Amiamo molto il romanzo di Brooks e tutto l’universo narrativo da lui creato. La storia di World War Z non è terminata.

Auspichiamo di potervi dare nuovi aggiornamenti in merito.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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