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Edoardo Gabbriellini gira a Roma La città dei vivi

Emanuele Maria Di Stefano e Valerio Mastandrea in La città dei vivi
Crediti foto: Lucia Iuorio

Edoardo Gabbriellini è attualmente impegnato a Roma nelle riprese del suo quarto lungometraggio di finzione, La città dei vivi, liberamente ispirato al romanzo omonimo di Nicola Lagioia edito da Giulio Einaudi Editore.

La lavorazione del film in set durerà ca. sei settimane e si svolgerà interamente nella Capitale. L’opera cinematografica racconta la tragica vicenda del ventitreenne Luca Varani, ucciso a Roma nella notte fra il 4 e il 5 marzo 2016.

La sceneggiatura di Damiano e Fabio D’Innocenzo – qui anche produttori esecutivi – unisce la narrazione del romanzo e il fatto di cronaca per una pellicola tesa a descrivere una generazione in precario equilibrio fra dinamiche sociali, tensioni emotive e un complessivo disagio capace di condurre due giovani verso quella letale manifestazione di violenza, inimmaginabile e sconvolgente.

Nicola Lagioia si dice emozionato per l’inizio delle riprese:

La storia che ruota intorno all’omicidio di Luca Varani è delicata e rivela molte cose del tempo difficile in cui viviamo. Edoardo Gabbriellini possiede la giusta sensibilità e la visione necessaria a raccontarla per immagini nel migliore dei modi. Auguro buon lavoro a lui e a tutti quelli che si sono messi in gioco perché questo film si faccia.

Questo film” – dichiara Gabbriellini – “tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco.

Produzione e cast

Prodotto da Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungta Film con la partecipazione di HBO MAX, La città dei vivi conta un cast variegato, con protagonista Emanuele Maria Di Stefano insieme a Valerio Mastandrea, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei. Uscirà nelle sale nell’autunno 2026, accompagnato da un fitto percorso di proiezioni e incontri organizzati nelle scuole e nelle università, così da sensibilizzare le platee di studenti sui delicati temi sollevati, e aprire una dimensione di confronto collettivo.

Tale percorso è stato preannunciato dai produttori Roberto Proia (Eagle Pictures), Olivia Musini (Cinemaundici), Maurizio Piazza e Andrea Calbucci (Lungta Film):

Con La città dei vivi abbiamo scelto di partire da una vicenda di cronaca che ha segnato profondamente la coscienza collettiva del nostro Paese, provando ad affrontarla con lo sguardo del cinema sociale e con la necessaria delicatezza e responsabilità, andando oltre la cronaca stessa per capire se rivela qualcosa del nostro presente. Il film prova a indagare come il male possa nascere non necessariamente dall’eccezionalità o dalla mostruosità, ma anche dal vuoto, dall’isolamento e dall’incapacità di riconoscere il valore della vita.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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