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Il sistema giudiziario in mano all’AI nel futuristico Mercy – Sotto accusa

Chris Pratt stars as Chris Raven in MERCY, from Amazon MGM Studios.
Photo credit: Justin Lubin
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Oscillante fra l’ibrida produzione cinematografica russa e gli spettacoloni high-budget dell’industria hollywoodiana, Timur Bekmambetov continua a restare un regista ai più indecifrabile poiché incapace di prendere una direzione chiara e imporre uno stile definito. La sua firma in titoli quali Wanted – Scegli il tuo destino (2008), Ben-Hur (2016) e l’ultimo Devjataev (2021) non si è mai resa riconoscibile.

Ora ci prepara alla decodificazione di un nuovo enigma contenuto nel thriller sci-fi Mercy – Sotto accusa, che esce nelle sale italiane il 22 gennaio 2026, prodotto da Amazon MGM Studios, Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Cast e trama di Mercy – Sotto accusa

Bekmambetov ha inteso percorrere una strada sicura, fatta di molteplici precedenti cinematografici e, soprattutto, avvalendosi di un cast con certificata esperienza nella fantascienza. I protagonisti, infatti, sono Chris Pratt e Rebecca Ferguson.

L’attore, che aveva già lavorato con il cineasta russo in Wanted, è apparso in successi come Guardiani della Galassia, Jurassic World, Passengers, La guerra di domani e The Electric State. La Ferguson, più versatile, ha ogni modo inanellato partecipazioni in film quali Life – Non oltrepassare il limite, Reminiscence e il Dune di Denis Villeneuve. In Mercy condividono il set con Annabelle Wallis, Kali Reis, Chris Sullivan e Kylie Rogers.

Mercy – Sotto accusa è ambientato in un futuro distopico totalmente dominato dalla tecnologia. In tale contesto un detective viene messo sotto processo con l’accusa di aver assassinato sua moglie. L’uomo ha soltanto 90 minuti per discolparsi e provare la propria innocenza davanti a una AI incaricata di giudicarlo. Una Intelligenza Artificiale avanzata che tempo prima era stato lui stesso a creare.

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Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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