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Le ultime news sul remake di 1997: Fuga da New York

Da qualche anno 1997: fuga da New York è oggetto di discussione: reboot si o reboot no?

Negli ultimi tempi abbiamo assistito invece a tanti remake: Alicia Vikander ha preso il posto di Angelina Jolie in Tomb Raider (2018), Lady Gaga vince un Oscar con A Star is Born (2018) e Melissa McCarthy diventa una delle protagoniste della versione al femminile di Ghostbusters (2016). Non tutti i tentativi di replica sono andati a buon fine e non sempre riescono a fare leva sul grande pubblico, in qualche modo legato alle pellicole originali e ai loro protagonisti.

Il film cult di Carpenter

Tra i film cult degli anni Ottanta non si può non citare appunto 1997: fuga da New York (titolo originale: Escape from New York), diretto da John Carpenter. L’iconico protagonista Jena “Snake” Plissken, interpretato da Kurt Russell, ha sancito l’ingresso della figura dell’anti-eroe nel kurt russell e adrianne barbeau in 1997 fuga da new yorkcinema: ex marine condannato all’ergastolo, viene ingaggiato dalle autorità nel tentativo disperato di salvare il Presidente degli Stati Uniti d’America, caduto in ostaggio della criminalità locale newyorkese.

La pellicola deve la sua “eterna giovinezza” ai temi trattati, tra distopia e azione: ci troviamo in una New York diversa, non più città dalle mille possibilità ma una vera e propria prigione all’interno della quale sarà un criminale a dover salvare colui che il crimine non lo dovrebbe né incarnare né conoscere. Quella che viene dipinta è un’America ipocrita, ricca di asimmetrie ma anche di verità.

Insomma, in qualche modo John Carpenter racconta la sfiducia data dagli scandali del Governo e della Giustizia proprio durante gli anni Ottanta. Non solo regista, ma anche sceneggiatore, Carpenter crea l’ambientazione perfetta che ricorda vagamente quella di un altro grande classico, Blade Runner.

Il remake: un progetto difficile da realizzare

gerard butlerNel 2007 la casa cinematografica New Line Cinema fa il grande annuncio: il remake si farà. Destinato ad uscire nelle sale nel 2011, il protagonista prescelto sembrava essere Gerard Butler che, proprio nel 2006, conquista il grande schermo con 300. Allan Loeb, invece, sarebbe dovuto essere lo sceneggiatore.

Ma la notizia del rifacimento, forse, è stata data con troppo anticipo rispetto all’effettiva realizzabilità del progetto che, di fatto, non partì.

Le prime indiscrezioni

L’equilibrio sembra ristabilirsi nel 2015 quando John Carpenter in persona, convinto dai finanziatori, sale a bordo del progetto, diventando produttore esecutivo. Ancora una volta, però, sembrano mancare regista, sceneggiatore, attore principale…

john carpenter e robert rodriguezInsomma, tutto sembra destinato al fallimento. Appena due anni dopo, arriva l’ennesimo annuncio: con la 20th Century Fox, Carpenter nel ruolo stabilito di executive producer, Robert Rodriguez regista e Leigh Whannell sceneggiatore, il remake di Escape from New York si farà. Ma quando?

A distanza di qualche anno, la pellicola non sbarca nelle sale cinematografiche, ma nel 2020 arrivano delle nuove indiscrezioni: la prima è che Leigh Whannell, che già aveva firmato per scrivere la sceneggiatura, assumerà il ruolo di director; la seconda, e forse più sensazionale, è che Wyatt Russell è il nome dell’attore protagonista in lizza.

La scelta non è assolutamente casuale: Wyatt Russell è infatti il figlio di Kurt Russell, protagonista del film originale. In questo modo, verranno accontentati sia coloro che vedranno la pellicola per la prima volta, sia coloro che conoscono già la versione del 1981.

Nell’attesa che il progetto approdi sul grande schermo, guardiamo (o riguardiamo) la versione originale, finora unica e inimitabile, con un intro da pelle d’oca.

1988: l’indice di criminalità negli Stati Uniti raggiunge il quattrocento per cento. Quella che un tempo fu la libera città di New York diventa il carcere di massima sicurezza per l’intero paese. Un muro di cinta di quindici metri viene eretto lungo la linea costiera di Jersey, attraverso il fiume Harlem, e giù lungo la linea costiera di Brooklyn. Circonda completamente l’isola di Manhattan, tutti i ponti e i canali sono minati. La forza di polizia statunitense, come un esercito, è accampata intorno all’isola. Non vi sono guardie, dentro il carcere. Solo i prigionieri e i mondi che si sono creati. Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più.

Laura Derio

Laura Derio

Nata a Cagliari nel 1994, Laura decide di dedicare i suoi studi ai linguaggi e alla comunicazione. Si laurea in Italianistica, Scienze linguistiche e Culture letterarie europee presso l’Università di Bologna ed è così che è iniziato il suo percorso nel mondo editoriale. Oggi scrive di ciò che la appassiona di più: il cinema, l’arte, la cultura.
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