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L’ultima vendetta: Liam Neeson tra santi e peccatori

Afflitto da un passato oscuro, l’ex sicario irlandese Finbar Murphy si è ritirato nella piccola cittadina costiera di Glencolmcille per lasciarsi tutto alle spalle sotto falsa identità. Deve suo malgrado ricorrere alla violenza e liberare ancora il demone interiore contro una banda di spietati terroristi guidati dalla perfida Doireann e rei di aver aggredito una ragazzina del posto.

Una trama avvincente in pieno stile revenge quella de L’ultima vendetta (In the land of saints and sinners), il nuovo film di Robert Lorenz con protagonista l’ormai noto specialista del genere action Liam Neeson. Alla sua seconda collaborazione con il regista dopo Un uomo sopra la legge, l’attore torna a vestire i panni di un ex killer ora impegnato in una sfida contro la criminalità dapprima abbracciata e poi ripudiata.

Un cast tutto irlandese

La pellicola, dal 17 luglio al cinema su distribuzione Vertice 360, è stata presentata alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – sezione Orizzonti Extra – configurandosi come un thriller interpretato quasi esclusivamente da attori irlandesi: nel cast Kerry Condon, Jack Gleeson, Colm Meaney e Ciarán Hinds.

La seconda carriera di Liam Neeson potrebbe di fatto concludersi qui, dal momento che la star di Taken, Run all night e Memory ha espresso la volontà di tornare a ruoli più impegnati e drammatici, vista anche l’età in contrasto con le sequenze di lotta richieste dal genere action.

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Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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