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Alcarràs

alcarras locandinaDove vederlo: al cinema

Titolo originale: Alcarràs

Regia: Carla Simòn

Sceneggiatura: Arnau Villarò, Carla Simòn

Cast: Jordi Pujol Dolcet, Anna Otin, Xènia Roset, Albert Bosch

Musiche: Andrea Koch

Produzione: Spagna, Italia 2022

Genere: Drammatico

Durata: 120 minuti

Trailer

 

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orso d'oro festival di berlino   Miglior film al Festival di Berlino

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Ad Alcarràs, in Catalogna, la famiglia Solè vive di agricoltura coltivando un frutteto offerto a Rogelio (Josep Abad) da un vicino dopo la guerra civile. Il terreno è però rivendicato dall’erede del legittimo proprietario dello stesso, che vuole riconvertirlo ricoprendolo di pannelli solari. Tra i progenitori non era mai stipulato un contratto perché all’epoca si faceva affidamento sulla parola.

La famiglia non può dunque avanzare nessuna pretesa, trovandosi a fare i conti con la fine di un’era e della tradizione che deve, giocoforza, cedere il passo alla tecnologia.

Recensione

Vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino, Alcarràs narra l’epopea dei Solè e la storia di tre generazioni di agricoltori. Un film sulla tradizione e sul suo sacrificio sull’altare della tecnologia. Ma è soprattutto un film sulla famiglia, grazie alla quale si può affrontare qualsiasi cosa, anche l’apparente perdita della propria identità.

La regia di Carla Simòn, qui alla sua opera seconda dopo Estate 1993 (2017), ha un taglio al limite del documentaristico, in contrapposizione allo spirito spiccatamente sentimentale della pellicola.

Alcarràs è, prima di tutto, molto tenero. Il racconto di tre generazioni che si incontrano e si scontrano, soprattutto con la figura del primogenito di Rogelio, Quimet (Jordi Pujol Dolcet), profondamente in guerra con l’ineluttabilità della fine di un’epoca, al contempo protagonista e antagonista filosofico.

La scelta intergenerazionale consente alla regista di affrontare una serie di tematiche che vanno dall’innocenza rappresentata dai bambini, a cui è affidato l’incipit, alla rabbia sconclusionata degli adolescenti Mariona e Roger, o al livore consapevole di Quimet, alla sua depressione. Ecco poi la figura della Madre, in particolare di Dolors (Anna Otin), che cerca in ogni modo di tenere la famiglia unita tra le mille difficoltà che la situazione comporta; la terza età, incarnata dal nonno Rogelio, impotente di fronte ai fatti di cui è involontario responsabile.

Su questa storia – la cui morale sembra indicare come anche alla situazione più imprevista e dolorosa si può sopravvivere se si resta uniti, aleggia la denuncia nei confronti di una società che, in nome dell’evoluzione tecnologica, non si cura dei propri figli, e non assiste coloro che, ormai anziani, hanno lavorato per decenni.

Alcarràs è un film corale che ci narra con molta delicatezza e altrettanta tenerezza come alla stessa situazione dieci persone possano reagire in modo diverso, e lo fa senza giudicare nessuno, dando a tutti lo spazio per mostrare le loro ragioni e reazioni, senza mai cadere nella tentazione dello “spiegone”.

Come già evidenziato, la trama è molto semplice e di per sé non particolarmente originale. Tuttavia, come in un tempo (correva l’anno 2006) e contesto sociale molto differente (ci muovevamo allora nella borghesia statunitense) fecero Valerie Faris e Jonathan Dayton in Little Miss Sunshine, Carla Simòn ci dimostra che si può fare molta strada anche partendo da un topos letterario prestato al cinema come quello dell’epopea familiare, e che ci sono infiniti modi di affrontare lo stesso viaggio (la famiglia e le diverse fasi della vita), purché si abbia un’idea molto chiara di dove si vuole andare a parare.

Si avvale di un cast coeso. Ogni attore è al proprio posto, senza velleità di primeggiare e ognuno sembra sapere esattamente cosa raccontare. Se i momenti più commoventi sono quelli tra Mariona e nonno Rogelio, fatti solo di sguardi, la perfezione del finale corale è la ciliegina sulla torta di un film che fa della semplicità la propria arma vincente.

Curiosità

carla simon

Carla Simòn ha diretto precedentemente il lungometraggio Estate 1993, candidato alla 90a edizione degli Academy Awards come miglior film straniero.

 

 

Immagini: © I Wonder Pictures.

Viola Pacifici

Viola Pacifici

Diplomata attrice, laureata in Scienze della Comunicazione, cinefila da tutta la vita. Sono cresciuta a pane e New Hollywood. Particolarmente attenta, per deformazione, alla recitazione e alla scrittura (il che mi porta a nutrire una certa antipatia nei confronti del doppiaggio), mi interessa il cinema in ogni suo aspetto e, senza la settima arte, la mia vita sarebbe molto più mesta.
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