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House of Gucci

house of gucci posterDove vederlo: al cinema

Titolo originale: House of Gucci

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: Becky Johnston, Roberto Bentivegna

Cast: Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jeremy Irons

Musiche: Harry Gregson-Williams

Produzione: USA 2021

Genere: Drammatico

Durata: 158 minuti

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famiglia gucci in house of gucci  jeremy irons as rodolfo gucci  jared leto as paolo gucci

 

Regia: stellastella

Interpretazione: stella

Sceneggiatura: stella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

House of Gucci è ispirato alla storia della dinastia Gucci, una tra le più celebri nel mondo della moda. Il film racconta di quando Patrizia Reggiani (Lady Gaga), una ragazza di umili origini, entra a far parte della famiglia. La sua sfrenata ambizione inizierà a incrinare i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di tradimenti, decadenza, vendetta e infine… omicidio.

Recensione

Il famigerato omicidio di Maurizio Gucci, evento di cronaca nera avvenuto a Milano nel 1995 che attirò l’attenzione dei media (soprattutto italiani) durante le indagini e oltre, è solo principio e fine di questo ennesimo prodotto cinematografico diretto da Ridley Scott.

Liberamente basato sull’omonimo libro del 2000 scritto dalla giornalista Sara Gay Forden, House of Gucci è difatti più una caotica operazione commerciale che una vera ricostruzione di fatti realmente accaduti. Tra le prime sensazioni che si hanno durante la visione vi è la mancata messa a fuoco di un genere preciso e di un pubblico di riferimento.

Da ciò deriva quindi un’opera a metà strada tra la soap opera con picchi da commedia nera e un dramma familiare che si prende troppo sul serio, passando solo fugacemente nel terzo atto per il thriller. A farne le spese più del resto è stato però il mondo della moda, andando così a tradire l’immaginario glamour che ci si potrebbe aspettare nel sentire le parole “Gucci”, “Italia” e “anni ’80”. Tralasciando il discreto lavoro fatto per ricostruire la prima sfilata di Tom Ford, a regnare è in primis il cattivo gusto (nonché qualche anacronismo).

A livello di scrittura, House of Gucci si accosta più a una serie televisiva condensata, una sorta di Succession mal riuscito, pieno di scene ripetitive, a volte mal collegate tra loro, e dialoghi didascalici, in particolare quando si insiste con il far capire agli spettatori che il personaggio di Patrizia Reggiani non viene considerata una di famiglia, perfino dal marito stesso.

Il rapporto tra Lady Gucci e Maurizio, che dovrebbe essere il fulcro centrale della vicenda, non risulta mai particolarmente credibile, né nella fase dell’innamoramento né in quella della rottura: scampato quindi il pericolo di giustificare in qualche modo la mandante del delitto in quanto donna innamorata e rifiutata, sia per una carente chimica tra i due interpreti (Lady Gaga e Adam Driver) sia perché i sentimenti dei personaggi non appaiono mai credibili in generale. Personaggi che hanno, nella loro totalità, ampio spazio con il proseguire della narrazione.

Nonostante il marketing abbia messo in evidenzia la presenza di Lady Gaga nel film, House of Gucci non ha un vero e proprio character protagonista e punta sulla coralità, cosa assolutamente non necessaria visto che finisce – raggiungendo la durata di ben 158 minuti – con l’allungare eccessivamente un brodo che aveva già non pochi problemi con i suoi ingredienti. Il montaggio andrebbe totalmente rivisto, effettuando tagli e ricercando un ritmo e una coerenza che mancano assolutamente.

Non è finita qui: il problema più evidente del film, che riguarda la versione originale (ma dubitiamo possa essere totalmente salvato dal doppiaggio), è la folle e insensata idea di far recitare gli e le interpreti come se si stessero raccontando personaggi italoamericani di prima o seconda generazione.

Viene quindi a crearsi un effetto straniante dove attori e attrici anglofoni sono costretti a recitare in un inglese maccheronico e affatto fluido, come se non si trattasse della loro madrelingua, intervallato di tanto in tanto da qualche espressione in italiano. Già lo svolgersi della storia prevalentemente in Italia non è affatto un aspetto valorizzato, figuratevi improntando la recitazione in questo modo.

Tutto ciò volge a scapito dell’intero cast, compresi i più navigati come Al Pacino, quasi una macchietta tragicomica. A mettere l’ultimo chiodo sulla bara una serie di insopportabili stereotipi dei quali in particolare il personaggio di Jared Leto si fa portavoce in quanto unico elemento volutamente grottesco, nell’inconsapevolezza che a causare maggiore ilarità siano invece le sequenze esasperatamente drammatiche, come ad esempio quella dell’incontro tra Patrizia e Pina Auriemma con i due sicari del delitto, una vera gemma per gli appassionati di scult cinematografici.

Ci piacerebbe dire, in conclusione, che almeno questa valenza trash del film – all’insegna di un basso ma comunque piacevole intrattenimento – possa valere il prezzo del biglietto ma purtroppo non è così: la noia prevale e una volta usciti dalla sala non potrete non fare un sospiro di sollievo per esserne usciti.

Curiosità

lady gaga as patrizia reggiani in house of gucci

Prima di Lady Gaga sono state prese in considerazione Angelina Jolie, Penelope Cruz e Margot Robbie.

Massimo Vozza

Massimo Vozza

Romano di Roma, nato nel 1992, laureato al DAMS e aspirante sceneggiatore, sono cresciuto a pasta, film, libri e musica sin dall’infanzia. Non posso fare a meno di scrivere sul cinema e per il cinema almeno dalla fine della pubertà, anche se è soltanto da quattro anni che mi è stata data la possibilità di venire anche pubblicato e letto.
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