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The Northman

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Titolo originale: The Northman

Regia: Robert Eggers

Sceneggiatura: Robert Eggers, Sjón

Cast: Alexander Skarsgård, Anya Taylor-Joy, Nicole Kidman, Ethan Hawke

Musiche: Robin Carolan, Sebastian Gainsborough

Produzione: USA 2022

Genere: Epico

Durata: 136 minuti

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ethan hawke in the northman  amleth e olga the northman  amleth vichingo

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Un epico racconto ricco di azione che segue le vicende di Amleth (Alexander Skarsgård), un giovane principe vichingo in cerca di vendetta per l’omicidio del padre (Ethan Hawke) commesso da suo zio Fjölnir (Claes Bang).

Recensione

Tra i più visionari registi che hanno debuttato lo scorso decennio vi è sicuramente Robert Eggers. Se con The Witch, attraverso le sue atmosfere, elevò il genere horror reinterpretando la concezione cristiana delle streghe perseguitate in New England nel corso del ‘600, con The Lighthouse proseguì e stravolse un racconto incompiuto di Edgar Allan Poe, deviando sorprendentemente verso la mitologia greco-romana.

Entrambi i titoli dimostrarono una conoscenza sapiente non solo dei meccanismi narrativi ma proprio dell’apparato cinematografico in toto, capaci anche di omaggiare mantenendo la propria personalità squisitamente contemporanea. Le aspettative sul terzo lungometraggio firmato da Eggers non potevano quindi che essere alte, eppure a guardare The Northman si ha l’impressione che l’autore si sia parecchio perso nei meandri di un cinema maggiormente accessibile, votato più al commercio che alla sua valenza artistica.

È giusto che una filmografia così di qualità con solamente due opere abbia portato a una produzione ad alto budget ma non è detto che poi ogni cineasta sia in grado di utilizzarla rimanendo fedele a se stesso. Ovviamente la regia di The Northman non è lasciata al caso, anzi è decisamente curata, ma sono davvero sporadiche le scene durante le quali riconosciamo lo stile di Eggers, un virtuosismo che porta la sua firma, e, guarda caso, si tratta di quelle inerenti agli aspetti più surreali della trama.

Molto comunque si deve alle suggestive location naturali nelle quali è stato girato il film, anche se restano geograficamente non precisate (si tratta dell’Irlanda e l’Irlanda del Nord ma la storia è ambientata principalmente in Islanda). Il problema principale è quindi che l’impianto produttivo di The Northman appare per lo più figlio di Game of Thrones e Vikings piuttosto che di certo cinema d’autore.

Quel che maggiormente fa storcere il naso resta la sceneggiatura: un intero universo storico e mitologico norreno dal quale attingere e si sceglie di reinterpretare nuovamente la vicenda di Amleto? E, va ammesso, di farlo neanche in maniera così interessante o innovativa (senza considerare qualche passaggio non totalmente credibile). Questa impronta shakespeariana ha reso inoltre l’opera estremamente logorroica, lasciando poco spazio alla potenza dell’immagine in sé e per sé.

Il cast a livello visivo impersona credibilmente i personaggi del racconto ma è concesso poco margine a prove recitative stimolanti per un interprete: degno di nota è comunque Willem Defoe (complice anche la sua presenza nella sequenza più suggestiva) e una magnetica Anya Taylor-Joy. Discreto il cameo di  Björk, sottotono Nicole Kidman, che prova a emergere troppo tardi con la sua scena madre, ed Ethan Hawke. Totalmente privo di carisma se non per la sua fisicità è infine il protagonista Alexander Skarsgård.

Insomma, se pensiamo alla commistione tra blockbuster e autorialità, siamo decisamente lontani dall’approccio di Denis Villeneuve con il genere della fantascienza. È come se The Northman fosse stato concepito per piacere a quel pubblico e a quella critica che vivono nella convinzione di avere un gusto troppo sopraffino per apprezzare titoli spudoratamente commerciali e che con questo invece possono dare sfogo a quel trasversale bisogno di intrattenimento perché confortati dalla firma di un cineasta che, nonostante tutto, possiamo ancora continuare a definire autore.

Curiosità

amleth

Il film è costato 90 milioni di dollari.

Massimo Vozza

Massimo Vozza

Romano di Roma, nato nel 1992, laureato al DAMS e aspirante sceneggiatore, sono cresciuto a pasta, film, libri e musica sin dall’infanzia. Non posso fare a meno di scrivere sul cinema e per il cinema almeno dalla fine della pubertà, anche se è soltanto da quattro anni che mi è stata data la possibilità di venire anche pubblicato e letto.
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