Uscita nelle sale: 12 marzo 2026
Dove vederlo: Al cinema
Titolo originale: Lady Nazca
Regia: Damien Dorsaz
Sceneggiatura: Damien Dorsaz, Raphaëlle Desplechin, Fadette Drouard, Franck Ferreira Fernandes, Aude Py
Cast: Devrim Lingnau, Guillaume Gallienne, Olivia Ross, Marina Pumachapi
Produzione: Germania, Francia 2025
Genere: Drammatico
Durata: 99 minuti

Crediti foto: Daniela Talavera © Tobis Film
Trama
Mentre il fascismo si diffonde in Europa, la giovane Maria Reiche (Devrim Lingnau), originaria di Dresda, vive a Lima insegnando matematica. La sua vita cambia quando incontra l’archeologo Paul D’Harcourt (Guillaume Gallienne), con cui s’imbatte in uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità: enormi linee e figure tracciate nel deserto di Nazca migliaia di anni prima, con una precisione straordinaria.
Maria comprende che quelle forme non sono solo un enigma scientifico, ma un patrimonio fragile e minacciato.
Recensione
Damien Dorsaz, conosciuto come interprete nel cinema e nel teatro francese, presenta il suo primo lungometraggio con uno stile incentrato sulle performance dei personaggi e sulle sfumature emotive più sottili. Fin dai primi dialoghi, ambientati in spazi chiusi come accademie o caffè, notiamo subito la protagonista di Lady Nazca prendere le distanze da un mondo in cui «la gente ascolta solo se stessa».
Maria non è solo una professionista che sfida le convenzioni sociali, né «una pazza che spazza il deserto», ma una donna che trova uno scopo nella propria esistenza. Grazie alle sue competenze scientifiche, riuscirà a superare i confini dello spazio e della conoscenza umana, trovando libertà e conforto nel rumore del vento, dove il senso del tempo stesso si dissolve.
Il racconto, attraverso la vastità ipnotica del deserto di Nazca, si sviluppa delicatamente instaurando una connessione profonda con la natura e le civiltà che l’hanno abitata. Una particolare freschezza contrasta il calore e l’aridità del territorio, grazie a immagini che offrono momenti di respiro come la casa costruita vicino a una famiglia di nativi, la vegetazione, gli scorci d’acqua e specchi che riflettono la luce.
È cosi che si evidenzia come in ogni strada intrapresa, che può apparire opprimente o senza via d’uscita, esistono piccole fessure, deviazioni nascoste o solchi segreti. Sono questi che aprono la possibilità di scoprire nuovi scenari e comprendere ciò che prima sembrava inaccessibile. Gli archeologi non sono riusciti a decifrare ciò che una matematica ha saputo comprendere. Maria arriva a proteggere qualcosa che, per convenzione, non sarebbe dovuto appartenerle.
Questa pellicola non solo proietta confini, ma li supera, mostrando come una donna sola, “arida” e povera di strumenti, possa riuscire a sfidare il potere diventando capace di ascoltare l’universo che la circonda, fino a comprendere che esiste un mondo altrettanto vasto e complesso di quello che ci ingloba, capace di guidarci anche nel vuoto più assoluto.
Curiosità
Il regista ha incontrato la vera Maria Reiche durante un suo primo viaggio in Perù nel 1996. Quell’incontro lo ha segnato a tal punto da ispirarlo a realizzare il biopic sulla storia di questo personaggio.

