Il 4 giugno arriverà nelle sale cinematografiche Masters of the Universe, film la cui produzione a firma Amazon MGM Studios ha avuto una gestazione in sordina aggrappandosi a un riserbo durato fino a ora, ovvero al lancio del primo teaser trailer pubblicato dalla Sony Pictures.
Da anni si dibatteva riguardo la possibilità di concedere un’altra chance alla trasposizione cinematografica dell’epopea fantasy di He-Man, l’eroe di Eternia che ha fatto sognare un’intera generazione negli scanzonati anni ’80.
Nel periodo dominato dalla celebre saga di cartoni animati e dal ludico merchandising Mattel rappresentato da action figures, scenari costruiti ad arte e creature snodabili – alle quali ha fatto seguito anche il diffusissimo videogame per Arcade – spuntò un adattamento infelice con protagonista il gigante Dolph Lundgren dal titolo I dominatori dell’universo, un flop datato 1987 per la regia di Gary Goddard e costato la bellezza di 22 milioni di dollari.
Dopo quella catastrofe in celluloide, c’è stato bisogno di attendere quasi 40 anni per rivedere sullo schermo Adam, Teela, il castello di Grayskull e la luminescente Spada del Potere.
Cast di Masters of the Universe
Masters of the Universe, diretto da Travis Knight – animatore con sole due pellicole all’attivo nel ruolo di regista (Kubo e la spada magica, Bumblebee) – sembra voler lavare i peccati commessi dal baracconesco predecessore andando a recuperare quei fan all’epoca rimasti profondamente delusi.

Dalle prime immagini si intuisce una dinamica live-action che vuole fare sul serio impiegando ingenti mezzi, fx digitali e una creatività mirata a stupire. Nel cast attori molto diversi fra loro per carriera e fama, con il giovane Nicholas Galitzine selezionato per il ruolo di Adam/He-Man, Idris Elba per quello di Man-At-Arms e Jared Leto per vestire i panni di Skeletor. Vi si aggiungono Jóhannes Haukur Jóhannesson, Camila Mendes, Alison Brie, Morena Baccarin, Charlotte Riley e James Purefoy.
Uno spettacolo da ca. 200 milioni di dollari di budget stimato, carico di aspettative e una grossa responsabilità: convincere il pubblico più giovane ad appassionarsi a una parabola fantasy che ha segnato la sfera dell’intrattenimento nel penultimo decennio del XX secolo.
Nello stesso tempo, dovrà riuscire ad attrarre in sala i nostalgici degli eighties, i bambini di quel passato divenuti oggi adulti ma ancora memori di quella fantastica avventura.

