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A.I. – Intelligenza Artificiale

a.i. - intelligenza artificiale locandinaTitolo originale: A.I. – Artificial Intelligence

Regia: Steven Spielberg

Sceneggiatura: Ian Watson, Steven Spielberg

Cast: Haley Joel Osment, Jude Law, William Hurt, Frances O’Connor

Musiche: John Williams

Produzione: USA 2001

Genere: Fantascienza

Durata: 146 minuti

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Il prof. Hobby (William Hurt) ha concepito e poi messo in commercio robot del tutto simili agli umani. L’apice del suo lavoro è David (Haley Joel Osment), un androide bambino capace di provare ogni tipo di emozione, che viene acquistato da Monica (Frances O’Connor) e Henry Swinton (Sam Robards).

Il piccolo riceve l’affetto dei genitori, ma quando Martin – il figlio naturale della coppia – si risveglia dal coma, David viene abbandonato. Il robot intraprende un lungo viaggio nella speranza di essere accettato dagli umani, alla ricerca di qualcuno che lo ami. Lo aiuta Gigolo Joe (Jude Law), un amante artificiale.

Recensione

Steven Spielberg, regista virtuoso e sognatore romantico, rilegge in grande stile la favola di Pinocchio, prendendo la strada che conduce a una lungimirante visione fantascientifica. Collodi raccontava di un burattino vivente in grado di provare emozioni ed esprimere la vivacità tipica di un bambino; Spielberg lo ultramodernizza con le fattezze di un robot progettato per sembrare in tutto e per tutto un essere umano, con le proprie debolezze e complessità.

Tuttavia, David rimane un androide e la sua natura costituisce un ostacolo all’integrazione con gli uomini. Spielberg pone l’accento su una problematica sociale attuale, l’emarginazione: apartheid e pregiudizio si ritrovano tristemente nella caccia ai sintetici, considerati reietti abominevoli.

Il grande regista insiste, non per cinismo ma piuttosto per realismo, sul difficile rapporto tra David e il figlio degli Swinton, facendo emergere una marcata crudeltà adolescenziale: Martin cerca di mettere il fratellastro in cattiva luce con meschini giochetti, e ci riesce denotando lucida freddezza nel perseguire i suoi discutibili propositi.

La società descritta in A.I. – Intelligenza Artificiale è satura di futuro, fortemente strumentale, fanatica di tecnologia ma ostile verso la convivenza con esseri artificiali pensanti. C’è un creatore di sogni che gioca con i sentimenti, che vuole oltrepassare limiti imposti dall’etica. Scenografie e tematiche aderiscono alla concezione espressa nei libri di Asimov, scrittore geniale nelle sue intuizioni.

Il talento Haley Joel Osment è, espressivo, spontaneo, vivo, capace infine di commuovere lo spettatore come pochi altri e confermarsi autentico prodigio dopo averne dato prova ne Il sesto senso di Shyamalan.

L’opera di Spielberg rappresenta un capolavoro pieno di creatività, dove l’impianto narrativo risulta ricco, visivamente ben studiato, con motivi di riflessione che determinano una solida morale.

Curiosità

alieni

Il soggetto del film è tratto dal racconto Supertoys che durano tutta l’estate, scritto nel 1969 da Brian Aldiss ma mai adeguatamente valorizzato.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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