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After Earth

after earth locandinaTitolo originale: After Earth

Regia: M. Night Shyamalan

Sceneggiatura: Gary Whitta, M. Night Shyamalan

Cast: Will Smith, Jaden Smith, Sophie Okonedo

Musiche: James Newton Howard

Produzione: USA 2013

Genere: Fantascienza

Durata: 100 minuti

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will smith e jaden smith in after earth  earth  after earth scontro finale

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

In un futuro post-apocalittico, gli esseri umani sono stati costretti ad abbandonare la Terra e trasferirsi sul pianeta Nova Prime, dove un’unità speciale, i Ranger, ha dovuto combattere gli alieni autoctoni per favorire l’insediamento dei terrestri. Uno dei soldati più coraggiosi e rispettati, Cypher (Will Smith), parte per un’ultima missione insieme al figlio Kitai (Jaden Smith), ragazzo ambizioso che quasi non conosce.

In seguito alla collisione con uno sciame di asteroidi, l’astronave sulla quale viaggiano precipita proprio sulla Terra, divenuta inospitale e habitat di creature ostili. Padre e figlio, unici superstiti, lotteranno per la propria sopravvivenza, basata sulla fiducia e gli insegnamenti che Kitai saprà trarre dal genitore.

Recensione

Dopo il bellissimo fantasy L’ultimo dominatore dell’aria, sul quale inspiegabilmente la critica si è accanita ferocemente sancendone il naufragio impietoso, il geniale Shyamalan cambia genere e riapproda alla fantascienza – si ricordi l’inquietante Signs – con una pellicola che, dal punto di vista dell’innovazione, non fornisce incremento e varianti di prospettiva ma affascina per la lucida e curata sontuosità delle sequenze proposte.

Avendo nuovamente a disposizione un bagaglio tecnico e fotografico enorme, il cineasta indiano conferma la propria maestria nella gestione delle risorse e nella creazione di spunti pindarici, dando vigore questa volta a uno sfondo già visto in molteplici film ricalcanti il tema del ritorno al selvaggio, alla primordialità e, in breve, alle origini.

L’estetica, tuttavia, non è tutto, e nello spettacolo imbastito i tratti tipici del cineasta vanno a perdersi negli anfratti di un altro stile, quello del co-protagonista Will Smith, autore del soggetto e produttore insieme alla moglie Jada Pinkett.

Tali premesse spiegano l’inconsueta mappatura di uno script nel quale Shyamalan non imprime il suo inconfondibile tocco, indubbiamente limitato nel proprio potere decisionale e relegato, di conseguenza, al ruolo di costruttore tout court di scene e inquadrature. Colpisce l’assenza di sussulti e deviazioni, iperboli e distorsioni, a favore di una linearità talvolta pedante e sostanzialmente vacua di emozioni.

Se i capisaldi su cui la storia gravita – il rapporto fra padre e figlio, il magnetismo evocativo del ricordo, la ridondanza di valori quali il coraggio e l’ostinazione – risultano quanto meno evidenti, così non si può dire per il soggiacente simbolismo alla base di una rilettura di genere.

L’aquila, il serpente, i primati e l’Ursa vogliono solo apparentemente voler dire qualcosa di più di un’apparizione a corredo, ma in realtà non fanno che rinforzare uno spettacolo ricco di archetipi ben più carismatici rispetto alla tecnologia esasperata di futurismi passati. Will e Jaden tornano a recitare insieme dopo quel La ricerca della felicità che aveva a suo tempo fatto la fortuna oltreoceano di Gabriele Muccino, tuttavia c’è altra pregnanza nel binomio attoriale e non si riscontra, purtroppo, nell’intensità dell’interpretazione, che pur la fantascienza (va detto) non esige.

Il film pare obiettivamente bello e, sempre obiettivamente, alza di molto il baricentro della qualità in termini sci-fi sebbene, come precedentemente affermato, la sceneggiatura manchi di appeal e di quel tocco ultimamente latitante nell’autore de Il sesto senso. Discorso a parte per la perfezione visiva, che permane inalterata e davvero ammirevole.

Curiosità

cinepresa sony alta F65

Le riprese del film sono state effettuate con delle videocamere Sony CineAlta F65, modello molto sofisticato.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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