beau ha paura reunion
- Commedia, Recensioni

Beau ha paura

beau ha paura posterTitolo originale: Beau is afraid

Regia e sceneggiatura: Ari Aster

Cast: Joaquin Phoenix, Parker Posey, Amy Ryan, Nathan Lane

Musiche: The Haxan Cloak

Produzione:  USA 2023

Genere: Commedia

Durata: 179 minuti

a24 logo   Trailer

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella



Trama

Beau (Joaquin Phoenix) è un uomo di mezz’età che vive da solo in una città alquanto malfamata. Cresciuto con la madre Mona, una ricca donna d’affari, decide di farle visita il giorno dell’anniversario della morte del padre. Beau, però, soffre di ansia e paranoia, per questo motivo il suo terapeuta gli prescrive un nuovo farmaco.

Il viaggio per raggiungere la casa materna si rivelerà una assurda epopea in cui tutte le più grandi paure dell’uomo verranno messe in scena.

Recensione

Beau ha paura è il nuovo film psicologico delirante scritto e diretto da Ari Aster, da molti considerato un genio del cinema, alla sua terza regia dopo Hereditary e Midsommar. Prodotta dalla A24, la pellicola è lo sviluppo di un cortometraggio girato dallo stesso regista nel 2011.

La trama è avvolgente e complessa, e si dipana attraverso una serie di paranoie sempre più assurde che trascinano Beau in un viaggio lungo ed estenuante. Lo spettatore si accorge presto che ciò che sta guardando non segue un filo logico, ma che probabilmente si tratta di un incubo in cui per tre ore si è trasportati nella testa di una persona paranoide e malata di ansia.

All’interno di questo incubo, Beau rielabora tutti i traumi e le paure che si sono succedute nella sua esistenza: essere l’oggetto di discriminazione e rabbia altrui, essere una grande delusione per i propri genitori, essere accusati di aver fatto qualcosa di sbagliato e non sapere nemmeno cosa sia.

Molto di ciò che Beau ha paura cerca di comunicare sta in una vita governata dalla paura, una vita non degna di essere vissuta, poiché Beau ha costantemente timore di tutto in ogni momento. Ha paura del suo ambiente, di deludere gli altri, dell’intimità con le donne e dei suoi impulsi umani alla base del piacere sessuale. Molte delle sue esperienze danno al pubblico la ferma impressione che egli sia la definizione stessa di perdente.

Dal suo corpo fuori forma di mezza età ai capelli grigi che stanno scomparendo, alla mancanza di fiducia in se stesso e alla mancanza di una personalità assertiva, Beau è un personaggio difficile da amare, ma Aster fa capire che non è tutta colpa sua. Il regista traccia, infatti, la figura della madre di Beau, Mona, come quella di un genitore oppressivo e iperprotettivo. Mentre assistiamo allo sviluppo della loro relazione tossica, è evidente come Beau sia cresciuto facendo eccessivo affidamento su sua madre.

Sebbene non appaia completamente fino al terzo atto (Zoe Lister-Jones interpreta la giovane Mona Wassermann nei flashback), Patti LuPone divora ogni grammo di tempo di schermo che le viene servito con malato piacere, lanciando pugnali a volte gelidi, a volte infuocati a un impotente Beau. L’interpretazione dell’attrice è unica e vulcanica, capace di cristallizzare i temi, spesso difficili da decifrare.

Joaquin Phoenix dimostra ancora una volta perché non è solo uno dei migliori attori della sua generazione, ma uno dei migliori di tutti i tempi. Solo un interprete della sua bravura poteva accompagnarci in questo viaggio folle con la sicurezza che manca al suo personaggio. La sua dedizione emotiva al ruolo è una magnifica prova di recitazione, anche se alla fine diventa volutamente stancante e ripetitiva, in accordo con la durata eccessiva della pellicola (ben 179 minuti), vero grande neo di questa opera.

Beau ha paura non è un film horror nello stesso senso di Hereditary e Midsommar, ma è un tipo di horror diverso, più propriamente una commedia horror che sfida, allontana e spinge le persone fuori dalla loro zona di comfort. I fan di Aster dovrebbero prepararsi a un’opera che ameranno incondizionatamente, ma con una fastidiosa esasperazione sul perché ci si senta così in difficoltà.

Beau ha paura è un’esperienza cinematografica memorabile, incapace di lasciare indifferente lo spettatore, ammaliato o deluso che sia.

Curiosità

joaquin phoenix e ari aster

Al make up ha lavorato una squadra di oltre 15 specialisti, impegnati con la troupe ad assistere Joaquin Phoenix durante le scene e sistemare protesi e trucco nel corso delle riprese.

 

Immagini: © I Wonder Pictures

Miriam Reale

Mi chiamo Miriam, classe 1989 e vengo dalla provincia di Cosenza dalla quale sono scappata per vivere a Roma, città in cui oltre a studiare Lingue mi dedico alla mia passione per il cinema. La sala cinematografica è per me uno strumento vitale di evasione che mi permette di volta in volta di essere un supereroe, un’agente dei servizi segreti, una donna in cerca della favola, una rockstar ansiosa. Amo la musica elettronica e gli animali.
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