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Brado

brado locandinaTitolo originale: Brado

Regia e sceneggiatura: Kim Rossi Stuart

Cast: Kim Rossi Stuart, Barbora Bobulova, Saul Nanni

Produzione: Italia 2022

Genere: Drammatico

Durata: 117 minuti

vision distribution logo   Trailer

 

kim rossi stuart in brado  brado scena  saul nanni in brado

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Tommaso (Saul Nanni), un ragazzo sulla ventina che lavora nel mondo dell’edilizia, è costretto a tornare nel ranch di famiglia per aiutare il padre Renato (Kim Rossi Stuart), con un braccio fratturato a seguito di una caduta da cavallo. I due, nonostante il loro rapporto sia molto complicato e ricco di ostilità, provano ad addestrare un cavallo recalcitrante per una competizione di cross-country.

L’impresa si rivela, però, tutt’altro che facile e padre e figlio dovranno fare i conti anche con vecchi rancori e verità scomode. In questo percorso saranno aiutati da una giovane addestratrice di cavalli al cui fascino il giovane non rimane indifferente.

Recensione

Brado, terzo film alla regia di Kim Rossi Stuart dopo Anche libero va bene e Tommaso, si può considerare come ultimo tassello di una forse inconsapevole trilogia. Anche in quest’opera ritroviamo, infatti, degli elementi cari al cinema del cineasta romano, primo fra tutti il difficile rapporto genitori – figli. È proprio nella profondità ancestrale di questo legame carnale che si nascondono i conflitti interiori più oscuri da cui si originano nevrosi (come nel caso di Tommaso) o difficoltà comunicative e relazionali.

Questo accade a Tommi, giovane protagonista della vicenda, che porta sulle sue spalle un fardello molto pesante, quello di un padre dal carattere rude e con in suo personale e feroce modo di provare amore. Se già in Anche libero va bene l’ossessione paterna verso il raggiungimento di un risultato da parte del figlio generava un punto di svolta nella storia, in questo nuovo capitolo è ancora più chiaro quanto ciò nasconda un amore viscerale ma impossibile da comunicare e vivere in modo sano.

Brado appare, infatti, come una sorta di prosieguo ideale del primo film di Rossi Stuart (i personaggi principali hanno gli stessi nomi e l’ex moglie è interpretata sempre da Barbora Bobulova), ma si distacca da quest’ultimo per la ricerca esistenziale dietro alla vicenda e per la drammaticità della lotta per l’affermazione della propria identità. Stuart stesso ha dichiarato che questa pellicola ha più a che a fare con il respiro (“un film sui polmoni”) come simbolo della genesi dell’uomo, del grande mistero del dare e del togliere la vita.

E così, in un’ambientazione eastwoodiana tra cavalli selvaggi e ranch sabbiosi e abbandonati, contesto inusuale nel panorama italiano, Tommaso sviluppa la sua battaglia verso la libertà del proprio essere e la sua personale e sofferta catarsi. Una liberazione che si risolverà solo nell’accettare il distacco dalla figura paterna e dai suoi errori attraverso la consapevolezza dei propri limiti, verso una guarigione necessaria quanto tormentata.

Il tentativo di domare il selvaggio attraverso il cavallo ha, quindi, una valenza simbolica che rappresenta la grande problematicità nel vivere un rapporto familiare in cui manca totalmente la capacità di mostrare le proprie fragilità e guardarsi dentro. Dominare l’altro diventa l’unico modo possibile di relazionarsi, anche se capace di produrre solo distruzione e chiusura in se stessi.

Nella porzione finale del film sono presenti delle scene più difficili da affrontare non solo a livello registico, ma anche per la dichiarata volontà di colpire in modo crudo lo spettatore. Se da una parte vi è una scelta precisa dell’autore, dall’altra è possibile percepire, in alcuni momenti, una mano un po’ troppo calcata. Sembra, infatti, che questa intenzione ostinata di mostrare il dramma della sofferenza si distacchi dal tono sul quale la pellicola si mantiene, facendo pesare una certa lunghezza che non aiuta il ritmo complessivo della storia.

Nonostante ciò, Brado è un’opera molto intensa e ben realizzata che conferma come Kim Rossi Stuart sia uno dei nomi di maggior interesse della cinematografia italiana contemporanea. Da notare anche le riuscite prove attoriali del giovane cast, come Saul Nanni e Federica Pocaterra, alle prese con ruoli non facili ma dal risultato promettente.

Curiosità

kim rossi stuart dietro la cinepresa dirigendo brado

Il film è tratto dal racconto La lotta proprio di Rossi Stuart, compreso nel suo volume d’esordio come scrittore (Le guarigioni), pubblicato nel 2019.

 

Foto: Claudio Iannone

Miriam Reale

Miriam Reale

Mi chiamo Miriam, classe 1989 e vengo dalla provincia di Cosenza dalla quale sono scappata per vivere a Roma, città in cui oltre a studiare Lingue mi dedico alla mia passione per il cinema. La sala cinematografica è per me uno strumento vitale di evasione che mi permette di volta in volta di essere un supereroe, un’agente dei servizi segreti, una donna in cerca della favola, una rockstar ansiosa. Amo la musica elettronica e gli animali.
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