bros movie
- Commedia, Recensioni

Bros

bros locandinaTitolo originale: Bros

Regia: Nicholas Stoller

Sceneggiatura: Billy Eichner, Nicholas Stoller

Cast: Billy Eichner, Luke MacFarlane, TS Madison, Monica Raymund

Musiche: Marc Shaiman

Produzione: USA 2022

Genere: Commedia

Durata: 115 minuti

universal logo   Trailer

 

bros movie  coppia bros  bros scena spiaggia

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

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Trama

Durante una serata in discoteca organizzata per il lancio di una nuova dating APP gay, Bobby Lieber (Billy Eichner), single impenitente, attivista e membro di spicco della comunità LGBTQ+ newyorkese, incontra Aaron Shepard (Luke MacFarlane), che un amico di Bobby gli dice essere sexy ma “noioso”.

Tra i due scoppia un’immediata scintilla, che presto si trasforma in un amore che i due cercano di reprimere, convinti di non essere all’altezza l’uno dell’altro: Bobby considera infatti Aaron troppo bello e troppo “etero”, mentre Aaron ritiene Bobby troppo intelligente e troppo apertamente gay.

Recensione

Dalle strade di New York, il comico Billy Eichner approda alla sceneggiatura cinematografica, e lo fa in grande stile co-scrivendo (insieme al regista Nicholas Stoller) la prima commedia romantica a sfondo LGBTQ+ distribuita da una major, Bros. Una parabola romantica, ideata secondo i più classici canoni del genere: due persone diverse, che più diverse non si può, si incontrano, si innamorano, si scontrano, si lasciano e, alla fine, vivono per sempre felici e contenti.

Bobby e Aaron sono due archetipi universali: il primo, ebreo newyorkese, intellettuale, socialmente impegnato, rumorosamente omosessuale; il secondo bello, palestrato, figlio di una famiglia conservatrice, che accetta la sua omosessualità ma intrappolato in una normalità borghese che non lo rappresenta per non apparire “troppo” gay.

Due quarantenni single nella Grande Mela, Bobby troppo snob per provare sincero interesse sentimentale per gli uomini che incontra, Aaron troppo spaventato dall’impegno. Rappresentano le due facce dei quarantenni single che si aggirano nelle metropoli contemporanee. Attorno a loro si muove una comunità di bisessuali, transgender, lesbiche e famiglie tradizionali, in un film in cui ogni personaggio è interpretato da attori la cui identità di genere riflette quella dei personaggi che interpretano.

Il mondo LGBTQ+ è rappresentato fedelmente in scene nelle quali ogni character porta avanti le cause della comunità di appartenenza, con le proprie ragioni e le proprie specificità, sempre con moltissima ironia. Bros è innanzitutto un film estremamente divertente. L’ironia di Billy Eichner è feroce al cinema come è sempre stata nella tv che gli ha dato il successo. La leggerezza è la chiave dell’intera pellicola e anche le scene di sesso beneficiano di questa acuta ma non banale frivolezza.

Notorio cultore della pop-culture, il comico mette in pratica la lezione appresa da decenni di un cinema che dimostra di conoscere e comprendere molto bene, portando fieramente la sua bandiera culturale di ebreo newyorkese. Bobby è un personaggio autobiografico e la forza della sua interpretazione è probabilmente dovuta a questo. Altrettanto efficace risulta Luke MacFarlane nel ruolo di Aaron, reso di una tenerezza disarmante.

La scelta di New York non è solo un altro omaggio alle commedie romantiche più famose della storia del cinema, e non è solo un altro elemento autobiografico: è una scelta che permette di raccontare la storia di due uomini in un contesto “privilegiato” in quanto mentalmente più aperto di troppe altre realtà statunitensi, e non solo, bypassando la questione delle discriminazioni, che avrebbero compromesso l’intento del film.

Ma è anche la città dei fatti di Stonewall, che vengono menzionati in più di un’occasione perché Bros, il cui protagonista è un attivista che si impegna per la creazione di un museo della storia americana della comunità di genere, non bypassa la questione LGBTQ+, la abbraccia, con leggerezza le riconosce il rispetto che merita senza caricarla del pathos che i film precedentemente ambientati in quella comunità hanno immancabilmente usato nel trattarla finora.

La prima sensazione di cui si è “pieni” uscendo dalla sala dopo la visione del nuovo film di Nicholas Stoller è un sentito: “era ora!”. Era ora che la storia d’amore tra due uomini venisse narrata con la stessa leggerezza accordata alle storie eterosessuali. Era ora che Bobby incontrasse Aaron e che, semplicemente, si innamorassero e vivessero la loro storia d’amore con le complicazioni che, prima di loro, avevano vissuto Harry e Sally quando, nel 1989, si erano incontrati.

Era ora che Bobby ed Aaron fossero scritti da un omosessuale e interpretati da due meravigliosi attori omosessuali. Era ora che un film a sfondo LGBTQ+ non ne raccontasse solo il lato peculiare, ma si concentrasse sull’universalità dei sentimenti, che finalmente qualcuno ci ricordasse che l’amore è amore e basta, e lo facesse tentando di privare questa verità della retorica che, solitamente, la accompagna quando la Settima Arte affronta questa tematica, restituendole la dignitosa semplicità che incarna.

L’efficacia di Bros può essere dimostrata tramite un prosaico esperimento: se Bobby fosse Roberta, la storia sarebbe ugualmente credibile? La risposta è sì. La commedia sarebbe ugualmente romantica e ugualmente divertente. In fondo Bros non è che una variazione sul tema di Broadcast – Dentro la notizia.

In un genere che da quando, nel 2002, Joel Zwick diresse Il mio grosso grasso matrimonio greco, sembrava essere destinato all’eterno ritorno dell’uguale, la forza della pellicola di Nicholas Stoller sta nell’essere allo stesso tempo classica e rivoluzionaria, combinazione che la rende meritevole di un posto nella tribuna d’onore tra le commedie romantiche del nuovo millennio.

Curiosità

broadcast dentro la notizia

 

Broadcast – Dentro la notizia è stato citato da Eichner tra i suoi preferiti durante la conferenza stampa tenuta in occasione della Festa del Cinema di Roma.

Viola Pacifici

Diplomata attrice, laureata in Scienze della Comunicazione, cinefila da tutta la vita. Sono cresciuta a pane e New Hollywood. Particolarmente attenta, per deformazione, alla recitazione e alla scrittura (il che mi porta a nutrire una certa antipatia nei confronti del doppiaggio), mi interessa il cinema in ogni suo aspetto e, senza la settima arte, la mia vita sarebbe molto più mesta.
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