i quattro intrusi in Bussano alla porta
- Fantascienza, Recensioni

Bussano alla porta

bussano alla porta locandinaTitolo originale: Knock at the cabin

Regia: M. Night Shyamalan

Sceneggiatura: M. Night Shyamalan, Steve Desmond, Michael Sherman

Cast: Ben Aldridge, Jonathan Groff, Dave Bautista, Rupert Grint

Musiche: Herdís Stefánsdóttir

Produzione: USA 2022

Genere: Fantascienza

Durata: 100 minuti

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i quattro intrusi in Bussano alla porta  andrew, eric e wan  bussano alla porta scena

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

Intenti a godersi qualche giorno di pace in una splendida baita isolata nei boschi con la loro figlia Wen, i coniugi Andrew (Ben Aldridge) ed Eric (Jonathan Groff) subiscono l’irruzione in casa di quattro individui. Leonard (Dave Bautista), Redmond (Rupert Grint), Sabrina (Nikki Amika-Bird) e Adriane (Abby Quinn) non hanno propositi violenti nei loro confronti ma li avvertono che per scongiurare nientemeno che l’Apocalisse, la coppia dovrà prendere una dolorosa decisione e compiere una scelta sacrificale.

Ad ogni rifiuto, una piaga si scatenerà sull’umanità provocando migliaia di vittime.

Recensione

Lo Shyamalan che cede a una sceneggiatura non originale, e dunque all’adattamento del romanzo horror La casa alla fine del mondo di Paul Tremblay (edito nel 2018 e vincitore l’anno successivo del Premio Bram Stoker), si allontana considerevolmente dal mito al quale ci aveva abituato a credere con i suoi sfolgoranti twist plot e gli incredibili ribaltamenti narrativi. Senza queste due fenomeniche, potentissime chiavi, il cineasta indiano non riesce a far più breccia nelle platee che ne attendevano con vivida ansia l’opera cinematografica annunciata da tempo.

Bussano alla porta – introdotto da titoli di testa in stile serial americano anni ’80 (e influssi hitchcockiani) – si riduce dunque a un film catastrofico di chiara ispirazione biblica, fatto indubbiamente bene ma dal fascino corrotto, eccessivamente rimaneggiato considerando uno script probabilmente migliore nella bozza realizzata da Steve Desmond e Michael Sherman rispetto alla totale riscrittura di M. Night, edulcorata in modo anomalo intiepidendo una tensione che sarebbe diventata estremamente tragica ma necessaria alla completa riuscita.

Per la terza volta il regista si cimenta nell’inscenare l’anticamera dell‘estinzione di massa: Signs preludeva alla capitolazione dell’umanità a causa di una spaventosa invasione aliena, mentre E venne il giorno si prefiggeva di mettere la parola fine alla vita per mezzo di una misteriosa tossina prodotta dalla natura come atto di ribellione.

Lo abbiamo capito: per la Terra siamo diventati una specie “scomoda”, deleteria e tossica. Un tema ridondante, senonché forse converrebbe cambiare argomento senza dovercelo ricordare ad ogni pellicola. Quasi certamente, Shyamalan sta cercando di ovviare a un grosso buco creativo nella propria carriera, affrontando un periodo di risacca dopo aver bruciato tanto propellente cerebrale e consegnato al grande schermo storie pazzesche.

L’impatto degli fx sulla narrazione assume una portata considerevole restando però ancorata unicamente alla sfera visiva, al piacere di un singolo senso unito al roboante sonoro che acuisce la suspense orfana della colonna sonora di James Newton Howard, il cui sodalizio con Shy pare si sia concluso dopo l’uscita di After Earth.

Qui però tutto si esaurisce lambendo il topic socio-politico dell’omosessualità, lasciando a rapidi flashback la sua contestualizzazione. La sensazione della minaccia rappresenta il sentimento più contrastante e parzialmente decifrabile: non sono i quattro intrusi – guidati dal colosso Dave Bautista – a fomentarla poiché la vera irruzione la fanno i compulsivi ed esasperati media attraverso la televisione, metafora secondo cui ovunque ci troviamo, l’attualità – sconvolgente o no – riesce cinicamente a raggiungerci.

Se in regia ci fosse stato qualcun altro, ad esempio un Atom Egoyan, avremmo potuto accontentarci e godere di un buon prodotto in celluloide, ma con la cabina occupata dall’autore de Il sesto senso, The Village e Lady in the water si resta amareggiati e insoddisfatti.

CINEFOCUS

Nightland: un viaggio nell’universo soprannaturale di M. Night Shyamalan

Curiosità

m.night shyamalan

M. Night Shyamalan ha presentato il film in anteprima al cinema Troisi di Roma il 21 gennaio 2023.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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