- Recensioni, Thriller

Chi giace nella culla della zia Ruth?

chi giace nella culla della zia ruth? locandinaTitolo originale: Whoever slew auntie Roo?

Regia: Curtis Harrington

Sceneggiatura: Robert Blees, Jimmy Sangster

Cast: Shelley Winters, Mark Lester, Chloe Franks, Michael Gothard

Musiche: Kenneth V. Jones

Produzione: Regno Unito, 1972

Genere: Thriller

Durata: 91 minuti

Trailer

 

shelley winters  christopher e katy  shelley winters è zia ruth

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

La ricca vedova Rosie Forrest (Shelley Winters) invita ogni Natale nella propria dimora i bambini del vicino orfanotrofio per condividere cibanze e dolci preparati per la festa. Fra di loro ci sono i fratelli Christopher e Katy, che alla “zia Ruth” (così si fa chiamare la padrona di casa) tanto ricorda la figlia Katrin, venuta a mancare dopo un banale incidente domestico.

Rosie, mai rassegnatasi alla perdita al punto da consultare periodicamente un sedicente medium (Ralph Richardson), rinchiude la bambina nella stanza dei giochi, laddove ancora giace il corpo mummificato di Katrin, nascosto in una bara. Christopher, anche lui rapito, ordisce uno stratagemma per ingannare la folle donna e liberare la sorella.

Recensione

Chi giace nella culla della zia Ruth? è un film che a 12 anni dalla realizzazione del mitico Psyco riesce a rievocarne lo spirito. Norman Bates era ossessionato dalla figura dell’autoritaria madre, di cui acquisiva la personalità custodendone il corpo mummificato nella casa di famiglia di fronte al motel.

Ebbene, nel thriller di Curtis Harrington la situazione è la medesima ma ribaltata, con una madre resa folle dalla morte della figlia e impegnata a conservarne le spoglie trattandola come fosse viva e vegeta. Il macabro atteggiamento rappresenta tuttavia solo un elemento parziale dell’intera storia, che si adopera per sfruttare al massimo alcuni clichés come la tenuta isolata, la padrona di casa ormai in preda alla pazzia e un mefitico maggiordomo dall’aspetto inquietante.

A questi si aggiungono i tratti tipici della fiaba nera, in particolare l’Hansel e Gretel dei fratelli Grimm, e dunque l’impersonificazione della strega moderna, camere misteriose, chiavi inaccessibili e un’enorme cucina. La speculazione del dolore costituisce ogni modo il principio fondativo del reale dramma raccontato dalla pellicola.

Ruth, allora, viene identificata come la reale vittima della vicenda, afflitta dalla propria degenerante instabilità mentale ma anche dalla truffa ordita ai suoi danni dal vecchio medium. L’efficace interpretazione della Winters è studiata per cercare di definire un personaggio indefinibile, sofferente fra nostalgia del passato, un lutto mai superato e il desiderio di sentirsi ancora una figura materna di riferimento.

I veri cattivi, insomma, sono altri.

Curiosità

hugh griffith

Mr. Harrison è qui interpretato da Hugh Griffith, che in Ben-Hur impersonava lo sceicco Ilderim.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *