jess weixler
- Horror, Recensioni

Denti

denti locandinaTitolo originale: Teeth

Regia e sceneggiatura: Mitchell Lichtenstein

Cast: Jess Weixler, John Hensley, Hale Appleman

Musiche: Robert Miller

Produzione: USA 2007

Genere: Horror

Durata: 94 minuti

Trailer

jess weixler  gyno exam  vagina dentata

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

L’adolescente Dawn (Jess Weixler) predica nella sua scuola castità e purezza fino al matrimonio. Un giorno un compagno di scuola, Tobey (Hale Appleman), la invita a nuotare in un laghetto isolato, dove tenta di violentarla: il ragazzo, però, viene letteralmente evirato dalla vagina di Dawn, che si scopre essere dotata di denti aguzzi e letali. La giovane, dapprima spaventata, impara presto a convivere con la sua arma più intima e nascosta.

Recensione

L’idea di affrontare lo sfaccettato discorso sulla sessualità giovanile e le sue problematiche trova in questo curioso film indipendente un campo assolutamente atipico, in considerazione specialmente al genere che si propone di portare a compimento una sorta di sfida moderna. La cosiddetta mostruosità sessuale ha un famoso precedente, quel Gola profonda che negli anni ’70 ha avuto il merito di cavalcare l’onda della ritrovata spregiudicatezza oltre le barriere puritane del secondo dopoguerra.

L’attesa si è dunque protratta fino alla pellicola di Mitchell Lichtenstein, presentata non senza qualche polemica e altrettanti scandali al Sundance Festival del 2007, nella cui vicenda trattata si incontra la vagina dentata, mito e icona del riscatto femminile di fronte alla violenza maschile.

Non spoglio di vari paletti censivi, Denti è pervaso nella sua interezza dal disagio adolescenziale che investe l’individuo di fronte all’universo sessuale che lo chiama e lo pretende pronto. A tale disagio seguono insicurezza e superficialità: Dawn è l’eroina nel bene e nel male della riscossa del gentil sesso, dapprima ammantata di principi socio-religiosi fin troppo corretti e puliti (a dir poco anacronistici), poi forte di una reazione non più istintiva ma controllata e precisamente indirizzata.

La scena del tentato stupro si forma e si svolge in un contesto che tende a isolare i due personaggi coinvolti facendo emergere smarrimento, libidine sporca e irresponsabilità che l’acqua del lago non può lavar via, ad eccezione invece dell’azione purificatrice e sanguinolenta della vagina di Dawn, vendicatrice feroce e impietosa.

La macabra avventura della giovane deve, tuttavia, essere vista sotto una luce composta da vari toni e colori alfine di carpirne il suo schermo primitivo. La vita della teenager protagonista è scandita da eccessi, opposti malati e false sicurezze, una base già sgretolata in partenza: la madre morente, il fratellastro perfido e violento, uomini ibridi che ostentano ingannevole ingenuità, sono tutti elementi di un apparato malsano e ingiusto, riflesso non così pallido di una società educata alla convenzione più che alla ragione.

La sfera femminile, in sostanza, non ammette subdole intrusioni e, nel suo nucleo primario, il film di Mitchell Lichtenstein lo dimostra spargendo ovunque resti irrorati di viscida lussuria. Detto ciò si potrebbe presumere un buon contenuto e un valido significato più simbolico che metaforico, se non fosse che il gusto parodico prende il sopravvento nella seconda parte, disfando quel serio intreccio di circostanze che non regge il puerile confronto con l’emergente commedia intesa dalla classe media americana.

Curiosità

denti 2007

 

La tagline recita: “Ogni rosa ha le sue spine.”

 

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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