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E noi come stronzi rimanemmo a guardare

e noi come stronzi rimanemmo a guardare locandinaTitolo originale: E noi come stronzi rimanemmo a guardare

Regia: Pierfrancesco Diliberto

Sceneggiatura: Pierfrancesco Diliberto, Michele Astori

Cast: Fabio De Luigi, Ilenia Pastorelli, Pif, Valeria Solarino

Musiche: Santi Pulvirenti

Produzione: Italia 2021

Genere: Commedia

Durata: 108 minuti

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fabio de luigi è arturo  pif e fabio de luigi  arturo e stella

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Licenziato all’improvviso dalla sua azienda a causa di un algoritmo da lui stesso introdotto per valutare la produttività dei dipendenti, il 48enne Arturo Giammarresi (Fabio De Luigi) torna suo malgrado a confrontarsi col duro mercato del lavoro.

Assunto come rider dalla multinazionale Fuuber con una pessima retribuzione e condizioni impietose, trova conforto nel comprensivo coinquilino Raffaello (Pif) e in Stella (Ilenia Pastorelli), un ologramma che sembra capirlo in tutto fino a farlo innamorare.

Recensione

Il terzo lungometraggio di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif cambia rotta rispetto ai precedenti La mafia uccide solo d’estate e In guerra per amore, condividendo con quest’ultimo (per bizzarra licenza) soltanto i nomi dati al protagonista e alla sua bella. Accantonata l’aspra denuncia alla mafia e all’omertà che ne fortifica il perpetuarsi nel tempo, si parla ora di tremenda attualità attraverso l’investitura della risata ad amaro strumento di riflessione.

Al centro di questa commedia satirica la violazione del diritto al lavoro, la deriva della privacy, la declinazione della risorsa in consapevole schiava dominata dalla tecnologia. Scritta dallo stesso Pif con la collaborazione di Michele Astori, la storia possiede il tragicomico senso dell’avventura urbana accompagnata dal perenne carico di smarrimento e dalla paura di non farcela, rincorrendo i minuti a colpi di pedalata in bicicletta, aspettando notifiche d’ordine, lottando con il destino e una città che alterna spazi sconfinati ad angusti labirinti resi in virtù di una location versatile, Torino.

L’urbanità aumentata è un’idea ispirata al film Playtime di Jacques Tati, ma le citazioni di Pif toccano nondimeno classici come Ladri di biciclette di Vittorio De Sica e Metropolis di Fritz Lang. L’esasperazione del tema sfruttamento si traduce in un estremismo futuristico in cui si immaginano ologrammi iperrealistici, un pronto soccorso dalla diagnostica a scansione immediata e automobili a guida autonoma, oltre a droni volanti preposti a effettuare consegne.

La società governata da calcoli, app e miliardari spregiudicati appare – secondo Pif – come una visione a dir poco disastrosa, alienante e coercitiva, innesco di una deprimente guerra dei poveri che esiste da quando esiste l’uomo. Le parole che compongono il titolo, pronunciate in un discorso pubblico da Andrea Camilleri, riprese da Pif e affidate allo sfogo al fiele del bravo Maurizio Marchetti, sono macigni impregnati di inconfutabile veritas: E noi come stronzi rimanemmo a guardare.

Un dato di fatto che, solo a pensarci, toglie il sonno. Per fortuna Pif ci concede il lusso del romanticismo – esaltato dalla splendida e potente partitura musicale di Santi Pulvirenti – di cui sono interpreti perfetti Fabio De Luigi e Ilenia Pastorelli, tenere vittime del sistema con ancora una luce di ribellione nel cuore e nello spirito.

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Curiosità

maurizio nichetti

In un breve cameo appare il comico Maurizio Nichetti.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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