- Horror, Recensioni

Eli

eli locandinaTitolo originale: Eli

Regia: Ciarán Foy

Sceneggiatura: David Chirchirillo, Ian Goldberg, Richard Naing

Cast: Charlie Shotwell, Max Martini, Kelly Reilly, Lili Taylor

Musiche: Bear McCreary

Produzione: USA 2019

Genere: Horror

Durata: 98 minuti

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eli  eli e haley  charlie shotwell eli

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Rose (Kelly Reilly) e Paul (Max Martini) hanno un figlio ch’è la concretizzazione del loro più grande sogno, un figlio che tuttavia ha un problema altrettanto grande. Eli (Charlie Shotwell) soffre infatti di una malattia autoimmune che gli impedisce di esporsi a qualunque fattore esterno, costringendolo a vivere dentro una tenda ermetica e a spostarsi con l’ausilio di una tuta isolante.

La coppia, stanca della drammatica situazione, si rivolge allora alla dottoressa Horn (Lili Taylor), la cui cura sperimentale potrebbe sistemare le cose e regalare al bambino una vita normale. Una volta ricoverato nella struttura, però, Eli si misura con potenti entità sovrannaturali e visioni spaventose che, giorno dopo giorno, lo inducono a dubitare delle reali intenzioni della dottoressa.

Recensione

Come ti chiami?

Eli

Non mi piace questo nome, credo che te lo cambierò!

C’è un indizio in questo breve dialogo fra il protagonista e la rossa Haley che potrebbe contribuire allo svelamento di un intreccio narrativo molto ben orchestrato, ma è anche l’unico accordato dalla recensione di un film incardinato sul mistero senza soluzione di continuità.

Eli di atipico ha quasi nulla ma la sua carica horror funziona per la sua capacità non solo di spaventare bensì di rendere lecito dall’inizio alla fine il beneficio del dubbio, un sottotesto perenne, una compagnia fissa dello spettatore, un fattore disturbante ma tanto piacevole ai malati di suspense.

Gli sguardi, gli atteggiamenti, le apparizioni e le parole risultano un chiaro invito al sospetto e nessun personaggio coinvolto ne rimane indenne. Il potere primario della pellicola diretta da Ciarán Foy, regista dalla carriera piuttosto deludente – suggellata in negativo dal pessimo Sinister 2 (sequel dell’antitetico Sinister, autentico gioiello firmato da Scott Derrickson) – sta nel sussultorio credo/non credo che ha lo scopo di mettere tutto in discussione.

Isolamento, spazi chiusi eppure di sufficiente ampiezza per motivare notti insonni, corridoi oscuri e corse frustate dalla paura concitano l’ebbrezza di un fidato prodotto di genere che non deraglia mai e fila bene lungo binari ortodossi, ma vibrando un po’ troppo in dirittura d’arrivo.

Volendola spiegare in altro modo, inanella colpi di scena e tracce di scrittura estrosa per tutto il percorso, giocando sull’innesco, la rivelazione e il ribaltamento che sono propri della meccanica letteraria applicata al cinema.

Se l’ingranaggio non si inceppa, la macchina allora si gode la sua perfezione, senonché giunti ai titoli di coda vengono a mancare dei minuscoli tasselli, parvenze di non detto e non sense che viziano la completa riuscita dell’opera.

Non si fraintenda, Eli intrattiene con un ritmo sincopato degno dell’horror più elettrizzante, dosa i silenzi, le grida e i jump scares, ma non riesce a impedire il generarsi di alcuni interrogativi che agognano una spiegazione più esaustiva.

La dolcezza di Rose, l’impassibilità e la freddezza di Paul, l’ambiguità della dottoressa Horn e l’enigmatica figura di Haley pretendono estrema attenzione per pervenire a una chiave di lettura quanto più vicina alla verità ma non certo definitiva.

Curiosità

eli

Charlie Shotwell ha esordito sul grande schermo all’età di 6 anni.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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