sandra milo in giulietta degli spiriti
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Giulietta degli spiriti

giulietta degli spiriti locandinaTitolo originale: Giulietta degli spiriti

Regia: Federico Fellini

Sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Brunello Rondi

Cast: Giulietta Masina, Mario Pisu, Sandra Milo

Musiche: Nino Rota

Produzione: Italia 1965

Genere: Drammatico

Durata: 137 minuti

Trailer

pisu e masina  festa in casa giulietta degli spiriti  sandra milo in giulietta degli spiriti

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

Trama

La borghese altolocata Giulietta Boldrini (Giulietta Masina) combatte la noia tipica del proprio status organizzando ritrovi in casa e sedute spiritiche con amici e conoscenti. Una parola di troppo la porta a sospettare che il marito Giorgio (Mario Pisu), con il quale è sposata da anni, la stia tradendo con un’altra donna.

Per fugare ogni dubbio incarica un detective privato di indagare sulle probabili fughe d’amore del consorte. Intanto conosce la disinibita vicina Susy (Sandra Milo), donna con uno spiccato gusto per la trasgressione.

Recensione

Giulietta degli spiriti è un’opera di transizione, il primo lungometraggio a colori di un Fellini poco ispirato ma sempre intrigante nel proporre un cinema di nicchia atto a privilegiare la coralità sull’individualità, il sogno sulla realtà, il burlesco rispetto al dramma.

In questo spettacolo derivante da una sceneggiatura a otto mani (con il regista riminese collaborano Tulio Pinelli, il fedelissimo Ennio Flaiano e Brunello Rondi), lo sfavillio della borghesia romana tutto trucco, cerone e appariscenza fa da sfondo immoto a una tragedia coniugale mascherata fino all’ultimo suo respiro, una diaspora che si consuma in silenzio tra i confini fantocci di una lussuosa dimora.

Dopo La strada e Le notti di Cabiria, Giulietta Masina ottiene il suo terzo ruolo da protagonista in un film diretto dal marito, affrontando questa volta la parte con una maturità inaudita, ma senza abbandonare completamente l’innata ingenuità dei precedenti personaggi interpretati. L’attrice porta sulla scena un character stranito non tanto dagli eventi quanto da un passato che ritorna sotto forma di visioni, un vivido rimando a episodi dell’infanzia (la recita con le suore) e a distorsioni concatenate a desideri, rimpianti e rimorsi.

Il colore, a differenza del bianco e nero, conferisce a ogni scena dei toni piuttosto candidi facendo risaltare i languidi sguardi della protagonista, inserita nei dinamici contesti come una bambolina animata in una casetta dove tutto sembra fittizio, farsesco, stucchevolmente incrollabile.

Fellini s’impegna in ciò che obiettivamente gli riesce meglio, la descrizione di un mondo edulcorato, popolato da gente assurda, impomatata, un campionario di personaggi chiamati alla recita nel più ridicolo circo, il veggente indiano, il toy boy della ricca matrona, la vanitosa modella (Sylva Koscina), la madre algida, tutti riuniti a dare adito a una serata di stanca lascivia.

Effettivamente, la pellicola è la più scabrosa di Fellini, incardinata sui temi del tradimento, dell’incontro clandestino e della lussuria che evoca a più riprese il sesso come massima aspirazione di molte borghesi insospettabili. La procacità di Sandra Milo esonda dopo gli assaggi offerti in 8 1/2 con Marcello Mastroianni, eppure qui dà ancora più scandalo la nudità accennata e ripetuta che evolve fino a lambire lo stile di vita dell’abbottonata Giulietta, quasi vinta dall’idea di trasgredire contravvenendo a ogni regola proprio come il marito.

La ripicca, naturalmente, non avrà mai luogo.

Curiosità

marilù tolo

 

Nei panni di una presentatrice tv figura Marilù Tolo.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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