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Hugo Cabret

hugo cabret locandinaTitolo originale: Hugo

Regia: Martin Scorsese

Sceneggiatura: John Logan

Cast: Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloe Moretz

Musiche: Howard Shore

Produzione: USA 2011

Genere: Avventura

Durata: 125 minuti

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hugo cabret  ben kingsley e asa butterfield in hugo cabret set  asa butterfiled e chloe moretz in hugo cabret

 

premio oscarpremio oscarpremio oscarpremio oscarpremio oscar   Miglior fotografia, scenografia, suono, montaggio sonoro, effetti speciali

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

L’orfano Hugo Cabret (Asa Butterfield) vive nascosto nella stazione ferroviaria di Parigi, stando attento a mantenere in funzione gli orologi per non farsi scoprire e assecondando una grande passione: aggiustare le cose. L’unico lascito del padre (Jude Law) è un automa meccanico. Per ripararlo e riportarlo alla vita, Hugo ha bisogno del prezioso taccuino del genitore, sottrattogli da un burbero giocattolaio (Ben Kingsley).

Lo aiuta la coetanea Isabelle (Chloe Moretz), nipote dell’uomo e in possesso di una misteriosa chiave in grado di caricare il meccanismo una volta aggiustato. L’avventura ha inizio.

Recensione

Poco prima dell’uscita nelle sale americane, il regista Martin Scorsese aveva dichiarato: “Questo film è il mio regalo ai bambini”. Ed è un dono davvero generoso e sentito, considerando che la pellicola ha tutte le caratteristiche e la forma di un autentico gioiello, candidato a ben 11 premi Oscar (di cui 5 vinti) e proposto in un 3D spettacolare.

Si tratta della trasposizione cinematografica dello splendido romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, opera dello scrittore Brian Selznick, una perfetta fable ambientata nella stazione ferroviaria di Parigi nel 1931. La storia, romantica e commovente, conta su un supporto elegante e raffinato, studiato e realizzato da Scorsese con il cuore e la dedizione di un maturo artista dallo spirito giovane e sognante.

Questo dono consegnato alla collettività innocente reca in sé il pregio non di poco conto di stimolare il vero motore propulsore del puer, la fantasia, facente parte di un trittico concettuale al quale si aggiungono la letteratura e il suo più potente prolungamento, il cinema.

Rispettivamente simboleggiati dall’automa, dai mille e più libri del sig. Labisse e da elementi di più largo respiro  – il proiettore, il teatro di posa, lo schermo di una sala – questa triade di valori propedeutici viene messa consapevolmente in scena al fine di educare il giovane spettatore, di toccare i tasti giusti che possano farlo viaggiare nel tempo e nello spazio, nei meandri della materia onirica di cui è ideologicamente fatto il film.

Scorsese affida il magico risveglio della creatività a Hugo, un bambino che vive la propria esistenza esplorando con la forza della curiosità, senza mai accontentarsi, ricercando la chiave per attivare l’unico collegamento con il padre, che nulla ha a che vedere con la metafisica, e che tutto concerne la sfera dei sentimenti puri.

Tra le maglie di una calda narrazione, resa tale dalla congegnale fotografia di Robert Richardson e e dalle scenografie classiche di Dante Ferretti e Francesca Schiavo (vanti italiani d’oltreoceano), si svela una dimensione che, al di là di meccanismi e ingranaggi che dettano il tempo dell’esistenza, raccoglie un’intenzione precisa e mirabolante: parlare di cinema in un’opera cinematografica.

La fulgida bellezza della Settima Arte rapisce col suo magnetismo sofisticato, specchiandosi nella sua storia, dai primi cortometraggi dei Lumière ai capolavori d’invenzione di Georges Méliès  – il suo Viaggio nella Luna, non a caso, si pone al centro della narrazione – giungendo alle piccole grandi favole di Chaplin e arrivando fino ai giorni nostri.

Attraverso la riproposizione di questa nostalgica cronologia, Scorsese ci manda un messaggio che parla di amore, di amicizia e di riflessione.

Curiosità

asa butterfield e martin scorsese sul set di hugo cabret

 

Il regista Martin Scorsese appare in un cameo, nella parte di un fotografo.

 

 

 

Immagini: Copyright © 01Distribution

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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