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Il bambino con il pigiama a righe

il bambin con il pigiama a righe locandinaTitolo originale: The boy in the striped pyjamas

Regia e sceneggiatura: Mark Herman

Cast: Asa Butterfield, Jack Scanlon, David Thewlis, Vera Farmiga

Musiche: James Horner

Produzione: USA 2008

Genere: Drammatico

Durata: 90 minuti

miramax logo   Trailer

 

asa butterfield e vera farmiga  scena il bambino con il pigiama a righe  david thewlis il bambino con il pigiama a righe

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella



Trama

Un ufficiale nazista (David Thewlis) viene promosso e va ad abitare con la sua famiglia in una casa in campagna, vicino alla nuova base. Il figlio di otto anni Bruno (Asa Butterfield) ha dovuto lasciare tutti i suoi amici a Berlino. Sognatore e lettore accanito di romanzi d’avventura, il bambino si ritrova assalito dalla noia.

Dalla finestra della sua camera scorge un campo di concentramento poco distante e, all’insaputa dei genitori, decide di andarci. Qui Bruno incontra Shmuel, un coetaneo ebreo deportato che andrà a trovare tutti i giorni diventandone amico.

Recensione

La verità è che non ci si abitua mai alla profonda tragedia dell’umanità costituita dall’Olocausto. Nel corso del tempo, varie sono state le prospettive dalle quali la Shoah è stata studiata e descritta, ma lo sconcerto rimane estremamente grande.

Questo autentico capolavoro poco pubblicizzato di Mark Herman, tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne (tradotto in ben 32 paesi), ci porta ad assistere a un rapporto innocente e intenso fra due bambini durante la pagina oscura del nazionalsocialismo tedesco, un movimento politico che tutti conosciamo come espressione di un fanatismo folle, pregno d’odio razziale e finalizzato all’annientamento del popolo ebraico.

Bruno è un ragazzino intelligente e creativo che non concepisce l’assurda logica della guerra e vive in un contesto contornato da crimini e stragi insensate. A differenza della sorella maggiore, completamente indottrinata dal pensiero nazista, incarnato in un precettore freddo e autoritario, egli mantiene un’innocenza e un’indipendenza intellettuale che lo preservano e lo spronano a chiedere, esplorare, porsi leciti dubbi.

Le sue qualità di essere umano ragionevole e curioso lo portano a conoscere Shmuel, che Bruno chiama simpaticamente “il bambino con il pigiama a righe“, un piccolo ebreo deportato in un lager. Bruno varca, così, un confine materialmente delimitato dal filo spinato elettrificato, ma che simbolicamente costituisce un inconcepibile isolamento dell’uomo dall’uomo.

Il primo ebreo che Bruno vede, comunque, è Pavel, un medico schiavizzato e costretto a svolgere i lavori più umili e denigranti. Il film è atipico e mette in scena un conflitto all’interno della famiglia stessa dell’ufficiale, dove la moglie acquisisce poco a poco consapevolezza dei crimini compiuti dal marito e dai suoi soldati, arrivando a disperarsi per averlo scoperto.

Ovunque Bruno scorge orchi e Shmuel rappresenta l’unico barlume di amicizia, l’esponente di un popolo che soffre e attende di essere liberato. La sceneggiatura piena di dialoghi significativi, la magnifica interpretazione dei piccoli protagonisti, la bellissima fotografia di Benoit Delhomme e le musiche di James Horner meravigliano.

Il film – girato in Ungheria e principalmente a Budapest –  è assolutamente da vedere per riflettere su un tragico capitolo della storia.

CINEFOCUS

Pavel, un medico in pigiama

Curiosità

asa butterfield è bruno

 

Una delle piccole differenze tra il film e il romanzo riguarda l’età di Bruno, che in realtà ha nove anni e non otto come dichiarato nella pellicola

 

 

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Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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