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Il colore della libertà

il colore della libertà locandinaTitolo originale: Son of the South

Regia e sceneggiatura: Barry Alexander Brown

Cast: Lucas Till, Lucy Hale, Julia Ormond, Brian Dennehy

Musiche: Steven Argila

Produzione: USA 2020

Genere: Drammatico

Durata: 146 minuti

Trailer

 

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Estate 1961. Insieme a un gruppo di coetanei, il giovane Bob Zellner (Lucas Till) inizia una battaglia per difendere i diritti umani e civili, arrivando persino a inimicarsi la sua stessa famiglia: il nonno (Brian Dennehy) era un membro di spicco del Ku Klux Klan. Si trova così costretto a scegliere da che parte stare, se con o contro i suoi consanguinei, mandando avanti queste sanguinose lotte fondamentali per la fine della segregazione razziale.

Recensione

Siamo negli anni ’60 negli Stati Uniti, un lasso storico davvero difficile in cui iniziavano ad affermarsi i primi movimenti per i diritti civili.

Il colore della libertà è diretto dal candidato all’Oscar Barry Alexander Brown sotto la produzione esecutiva di Spike Lee.  Tratto dal celebre libro di memorie The Wrong Side of Murder Creek: A White Southerner in the Freedom Movement di Bob Zellner e Constance Curry, l’opera cinematografica ripercorre inevitabilmente un periodo molto buio della storia americana.

Brown dimostra una notevole abilità nel dirigere il personaggio principale, senza cadere nei soliti cliché del giovane bianco. Ne deriva un film decisamente coinvolgente dall’inizio alla fine, impermeabile alla noia, deciso ad affrontare tematiche serie e attuali. Alcune immagini di repertorio aiutano a raccontare gli accadimenti storici a partire dalla meravigliosa storia dell’eroina Rosa Parks, per poi passare alle terribili gesta del Ku Klux Klan.

È davvero difficile trovare un difetto alla pellicola, con un cast d’eccezione e una grande autorevole regia. Una narrazione esemplare coincide col perfetto ritratto di Bob Zellner, il quale non esita a mettere da parte la sua stessa vita pur di contrastare le agghiaccianti ingiustizie figlie del suo tempo, figlie del razzismo conclamato.

La storia si ripete“: la frase ha ripreso purtroppo vigore negli ultimi anni, sempre a discapito di persone di colore, sostenute queste ultime dall’ormai noto movimento Black Lives Matter.

Barry Alexander Brown si pronuncia con parole schiette che offrono un decisivo aiuto alla lettura del suo film.

‘Il Colore della libertà’ è un film che tratta una storia universale, non riguarda solo l’America e gli Stati del Sud. È la storia di una comunità che lotta per i propri diritti, diritti fondamentali che ancora oggi non sono davvero riconosciuti a tutti. Penso che questo film sia una vera e propria ‘chiamata all’azione’. È un’opera che vuole dire: ‘Fate qualcosa, non rimanete seduti in disparte’. Rimanere indifferenti vuol dire schierarsi con gli oppressori. Tutti noi dobbiamo fare qualcosa. Proprio come quando Rosa Parks dice a Bob ‘Un giorno succederà qualcosa di veramente brutto, proprio davanti a te, e tu dovrai scegliere da che parte stare, e non scegliere è una scelta’.”

La sua apologia della libertà prosegue:

Questo è un film che vuole spronare all’azione attraverso la storia di tutti quegli eroi del movimento per i diritti civili. Non solo Bob Zellner. Ce ne sono tantissimi che non vengono celebrati ma a cui dobbiamo davvero tutto. Perché è grazie a loro e all’eredità che ci hanno lasciato che sono nati tanti altri movimenti indispensabili per l’umanità. Penso, per esempio, al movimento contro la guerra in Vietnam, che nasce proprio da lì. Ma anche movimenti contemporanei come Black Lives Matter o Warriors in the Garden, sono tutti figli di quegli anni di lotte e vittorie.

Concludendo:

Credo molto nel valore del cinema, nel realizzare film capaci di fare la differenza. Con il mio amico Spike Lee, una delle cose che ci ha davvero unito come giovani registi a New York, 35, 40 anni fa, era proprio quest’idea di fare film che avessero un messaggio sociale, film che fossero divertenti certo, che avessero un alto livello di intrattenimento ma che fossero soprattutto capaci di dire qualcosa. Penso sia fondamentale fare un cinema che sia in grado di dire qualcosa sul mondo di oggi. Il cinematografo ha un potere straordinario di influenzare e far riflettere le persone.

Curiosità

alexander brown e spike lee

Barry Alexander Brown ha montato molti lavori diretti da Spike Lee, come Aule turbolente, Fa’ la cosa giusta e Malcolm X, solo per citarne qualcuno.

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