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Il conformista

il conformista locandinaTitolo originale: Il conformista

Regia e sceneggiatura: Bernardo Bertolucci

Cast: Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin

Musiche: Georges Delerue

Produzione: Italia 1970

Genere: Drammatico

Durata: 116 minuti

Trailer

 

gastone moschin e jean-louis trintignant  dominique sanda e stefania sandrelli  il conformista

 

orso d'oro festival di berlinoorso d'oro festival di berlino   Premio Interfilm, Premio Speciale dei Giornalisti al Festival di Berlino

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Parigi, 1938. Marcello Clerici (Jean-Louis Trintignant), spia fascista, viene incaricato di uccidere il professor Luca Quadri (Enzo Tarascio), dichiarato dissidente e suo docente universitario anni prima. Approfittando della luna di miele con la moglie Giulia (Stefania Sandrelli), Marcello ha modo di frequentare la famiglia dell’accademico e si infatua della bella consorte Anna (Dominique Sanda), che a sua volta è attratta fortemente da Giulia.

Recensione

Ciò che maggiormente si evince dal film cult di Bernardo Bertolucci è la radicata e stranita paradossalità concernente la veste estetico-tecnica permeante la pellicola, entrata nella storia del cinema italiano più per la molteplicità di spunti semantici che per la vera e propria essenza.

A livello registico, Bertolucci dimostra manifesta abilità e tocco autoriale netto e scandito, riflesso marcato di una condizione evidente, ovvero l’intrinseca emarginazione del protagonista. La costruzione dell’inquadratura appare sistematica e fredda nel suo articolarsi: Marcello viene dal cineasta costantemente relegato ai margini visivi, collocato sempre o quasi in posizione defilata.

Nell’arco della vicenda si stagliano poi scene caratterizzate da un movimento unidirezionale, reso tale dall’uso maniacale di gru e carrelli in alternanza alla panoramica totalizzante: in questi casi il protagonista viene letteralmente pedinato dalla cinepresa, osservato con ossessiva insistenza, talvolta di spalle, talvolta frontalmente, insomma reso individuo anomalo, non chiaramente definibile.

Il concetto di “conformità”, chiamato in causa dal titolo dell’opera, si riferisce all’interiorità smarrita di Marcello, un uomo che tenta di rimarginare una vecchia ferita, un pesante trauma patito in giovane età, attraverso la tendenza spasmodica e silente ad aderire ai tempi e agli spazi che la storia gli concede, risultando però incapace di discernere la giusta via.

Alla costante ricerca di un motivo per esistere e giustificarsi, egli si confronta più volte con la propria coscienza chiudendosi in lunghi silenzi e limbi di pensiero, operando una riflessione che si posa su ogni aspetto della sua immanenza. Bertolucci proietta i significanti dell’omonimo libro di Moravia in un trattato che esalta il valore metaforico del rapporto fra gli uomini nel contesto costrittivo e falcidiante del fascismo.

Viene citato e spiegato chiaramente il “mito della caverna” di Platone, con i prigionieri incatenati come gli italiani in un’epoca di barbarie dittatoriali sofferte e documentate.

Il conformista è pervaso da un’aura torbida, dall’eleganza di un erotismo intellettuale, scaturente dal triangolo amoroso tessuto da Marcello, Giulia e Anna. Il dramma di un conflitto avviluppante ideologie politiche e contrasti passionali culmina nel realismo traboccante dell’epilogo, in cui un inseguimento compiuto con camera a mano e frastornante anelito tragico chiude il cerchio su una vicenda che può dirsi oscura e irrisolta.

Le varie forme di violenza espresse nel film si fanno carico di determinate responsabilità che toccano le corde di una psicologia comunicata tramite il grido liberatorio, l’alienazione sviscerata e la quiete infusa dal riavvicinamento del protagonista alla fede cristiana e alla concezione liberale dell’esistenza sociale.

L’intensità argomentativa pare solo parzialmente supportata dagli attori, la cui recitazione non decolla a scapito di una credibilità compromessa dalla staticità cinetica; commento musicale poco cadenzato. Nel complesso la pellicola va riconosciuta di rilevante interesse culturale, meritevole di indubbio plauso.

Curiosità

il conformista scena

Produttore esecutivo del film è Giovanni Bertolucci, cugino di Bernardo.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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