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Il Divin Codino

il divin codino locandinaTitolo originale: Il Divin Codino

Regia: Letizia Lamartire

Sceneggiatura: Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo

Cast: Andrea Arcangeli, Andrea Pennacchi, Valentina Bellè, Thomas Trabacchi

Musiche: Matteo Buzzanca

Produzione: Italia 2021

Genere: Sport movie

Durata: 90 minuti

netflix logo    Trailer

 

arcangeli bellè  andrea pennacchi e anna ferruzzo  andrea arcangeli alias roberto baggio

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Si ripercorre la carriera calcistica del grande Roberto Baggio, riavvolgendo il nastro di una parabola sportiva contraddistinta da successi, delusioni, sacrifici e una sofferenza stampata in quelle “ginocchia d’Achille” domate da operazioni e una forza di volontà rara. Un viaggio nel tempo dagli esordi nel Vicenza all’ultima commovente partita nel Brescia, passando dalla vittoria del Pallone d’Oro assegnatogli nel 1993 da France Football al rigore sbagliato ai Mondiali del 1994 negli Stati Uniti.

Recensione

Quella del Divin Codino è una storia di tenacia e umanità che non poteva attendere oltre di essere narrata. Ci ha pensato il colosso Netflix a esaltare, anzi no, a raccontare con semplice realismo il vissuto agonistico di Roberto Baggio, una leggenda tanto amata da configurarsi come soggetto in grado di scriversi da solo. Al resto hanno provveduto gli sceneggiatori Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo insieme alla regista Letizia Lamartire.

La sensibilità tutta al femminile si è dimostrata estremamente efficace nella realizzazione di un biopic autentico, nel quale il calcio rappresenta un tessuto marginale di cui si è vestito “l’uomo dietro il campione”, ch’è poi il titolo della toccante canzone di Diodato convivente con altri bei pezzi della musica italiana, fra tutti “Vado al massimo” di Vasco Rossi e  “Run Right Back” dei The Black Keys.

A questo punto, la biografia smette di essere didascalica assumendo l’aura poetica della favola umana, a sua volta nobilitata dal cardine famigliare. È proprio la famiglia il fulcro su cui ha saputo edificarsi il monumento, l’esempio dell’umiltà, della classe innata, delle origini proletarie del giocatore italiano indiscutibilmente più amato nel Belpaese e nel mondo.

Una pellicola verbosa quanto basta, diretta nel suo modo di gestire sguardi, confronti e comparse, mai sfociando nell’eccesso, un canto lirico sottovoce studiato per esplodere nel vivaio emozionale dello spettatore. Il Divin Codino costituisce un film costruito per essere metabolizzato gradualmente, scevro d’epica mitologica e carico di elementi esistenziali propri della vita intesa in senso stretto.

La nota dolente sta nella scrittura davvero troppo condensata, imbrigliata in 90 minuti non sufficienti a dire ciò che andava detto. Bene le pause, la riflessione intorno a esse, il ritmo equilibrato delle sequenze, ma i salti temporali tolgono molti nutrienti a una lentezza necessaria e purtroppo soppressa a favore della totalità.

Si creano così immensi vuoti e tappe letteralmente evase: gli anni d’oro alla Juventus, il passaggio al Milan, la permanenza all’Inter e al Bologna prima dello splendido rush finale al Brescia. Nemmeno un cenno ai Mondiali di Francia del 1998.

Lamartire sfrutta invece a piene mani le parti di sceneggiatura riferite al rapporto di Baggio con il padre e con Arrigo Sacchi, commissario tecnico controverso, ambiguo, estimatore a metà del fantasista di Caldogno. Resta la bella prova d’attore di Andrea Arcangeli, supportato da Valentina Bellè (la moglie Andreina Fabbri), Thomas Trabacchi (il manager Vittorio Petrone), Martufello (Carlo Mazzone) e soprattutto Andrea Pennacchi (il padre Florindo).

L’opera, sostenuta dalla Trentino Film Commission, ha ottenuto la certificazione Green Film, adottando comportamenti ecosostenibili atti a ridurre l’impatto ambientale sul territorio.

Curiosità

valentina baggio

Nell’ultima scena del film compare Valentina Baggio, la figlia primogenita di Roberto, nel ruolo della cassiera della stazione di servizio.

 

Copyright immagini: Stefano Montesi – Netflix

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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