in the mood for love
- Recensioni, Romantico

In the mood for love

in the mood for love locandinaTitolo originale: 花樣年華 Fa yeung nin wah

Regia e sceneggiatura: Wong Kar-wai

Cast: Maggie Cheung, Tony Leung Chiu-wai, Tung Cho Cheung

Musiche: Michael Galasso, Shigeru Umebayashi

Produzione: Hong Kong, Francia 2000

Genere: Romantico

Durata: 98 minuti

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palma d'oro cannespalma d'oro cannes   Miglior attore Tony Leung Chiu-wai e Gran Premio Tecnico

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Hong Kong, primi anni ’60. La città sta attraversando significativi cambiamenti sociali e politici, culturali e sociali, mentre gli imperi coloniali stanno cadendo originando violente rivolte. In una palazzina affollata si trasferiscono Chow Mo-wan (Tony Leung Chiu-wai) – caporedattore di un giornale con il sogno di diventare scrittore – e Su Li-zhen (Maggie Cheung), segretaria di una compagnia di navigazione.

Entrambi condividono la circostanza di avere coniugi che lavorano, lasciandoli spesso soli. Tuttavia, la loro vicinanza porta a una sorprendente scoperta: i loro rispettivi consorti hanno una relazione extraconiugale.

Recensione

L’ennesima grandiosa opera di Wong Kar-Wai si pone come capitolo intermedio della trilogia comprendente Days of Being Wild e 2046. Il regista di Hong Kong riesce magistralmente a comunicare una sensazione di nostalgia pervasiva, narrando un amore che si nutre non di gesti espliciti o scene erotiche, ma di lunghi silenzi e le rare parole, pesanti come macigni.

La sintonia e la naturalezza dei due attori protagonisti – che improvvisano molte delle loro scene – trasmettono un legame così autentico che ogni movimento, sguardo ed espressione valgono più di mille parole. La società di quegli anni era dominata da una combinazione di conservatorismo e tensione tra la cultura coloniale e quella tradizionale cinese.

Questa contraddizione ha creato un terreno fertile per il conflitto tra la morale e le emozioni, rendendo difficile per le persone esprimere liberamente i propri sentimenti e perseguire i propri desideri. Il film mette in scena il cambiamento delle vite dei protagonisti in questo contesto storico complesso. Attraverso le loro storie, vediamo l’impossibilità di amare pienamente e apertamente, intrappolati come sono nelle restrizioni sociali e culturali del loro tempo.

È una riflessione sulla lotta tra il desiderio individuale e le aspettative della società, e sulla difficoltà di perseguire la felicità personale. Il racconto di questo amore proibito è intriso di un senso di malinconia e nostalgia per ciò che potrebbe essere stato. La fotografia riflette questa dualità, con colori che oscillano tra tonalità opache e tonalità più intense.

Il colore rosso, predominante, simboleggia la passione ardente e la fioritura del loro amore, ma alla fine rimane solo un’illusione tragica. Le profonde inquadrature esplorano spazi e luoghi, prendendo ispirazione da maestri come Michelangelo Antonioni, e risaltando dettagli della scenografia e dei protagonisti in un chiaro omaggio a Bresson. I movimenti della macchina da presa sono studiati per essere innaturali e ripetitivi, quasi a voler riflettere il concetto di tempo che permea tutto.

Particolarmente significativo l’uso del montaggio ellittico, che crea la sensazione di mancanza di scene, utilizzando ellissi temporali e ritmi non lineari per dare un senso di fluidità e profondità. Questo approccio cinematografico accentua l’atmosfera malinconica e la sensazione di perdita che avvolge i personaggi e il loro legame proibito, contribuendo così a immergere lo spettatore in un mondo di emozioni sottili ma tangibili.

L’uso degli slow motion (mai eccessivi) in alcune sequenze sottolineano la clandestinità sentimentale e la tristezza delle vite separate, mentre gli incontri segreti in luoghi oscuri e appartati rivelano la difficoltà di essere autentici e liberi. Anche quando sono insieme, non riescono a essere completamente se stessi, intrappolati in una situazione che li tormenta e li rende prigionieri della loro passione incontenibile. In questo modo, l’amore diventa una tortura dell’anima.

L’amore, come il vento e le nuvole, può essere effimero e imprevedibile, manifestandosi tra cuori feriti in incontri casuali. Tuttavia, nella storia di Chow e Su, esso è destinato a non trovare mai pace. Hanno scoperto una forma di amore puro e platonico, una rarità nella vita di molte persone, ma il tempo, con la sua crudele inesorabilità, si frappone come un nemico implacabile.

Alla fine tutto torna, persino il tempo, portando con sé il freddo dolore della memoria.

Curiosità

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Il progetto originario, intitolato Tre storie di cibo, consisteva nel filmare tre storie che descrivessero il modo in cui il cibo influisce sulla vita della comunità cinese di Hong Kong.

Marco Fanciuso

Ciao! Sono Marco. Nato a Palermo, ho ottenuto il diploma presso un istituto tecnico. Fin dalla giovinezza coltivo una profonda passione per l'arte, con un amore viscerale per videogiochi, cinema, serie TV, libri e fumetti. Adoro analizzare ogni opera nei minimi dettagli e approfondire costantemente curiosità e argomenti diversi.
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