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Jane Eyre

jane eyre locandinaTitolo originale: Jane Eyre

Regia: Franco Zeffirelli

Sceneggiatura: Hugh Whitemore, Franco Zeffirelli

Cast: Charlotte Gainsbourg, William Hurt, Geraldine Chaplin

Musiche: Claudio Capponi

Produzione: Italia 1996

Genere: Romantico

Durata: 120 minuti

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jane eyre  william hurt e charlotte gainsbourg  jane eyre zeffirelli

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudiziostellastellastellastella

 

Trama

Dopo aver trascorso anni difficili in un orfanotrofio cattolico dalle regole ferree, la giovane Jane Eyre (Charlotte Gainsbourg) va a servizio come istitutrice nella stupenda dimora del facoltoso Edward Rochester (William Hurt). I due s’innamorano, ma lui cela un oscuro segreto.

Recensione

Per tradurre in immagini il capolavoro letterario della scrittrice Charlotte Brontë era necessaria la raffinatezza stilistica del regista Franco Zeffirelli, che nel suo passato ha dato ampia dimostrazione della propria bravura e sensibilità verso i temi romantici legati a un antico tempo. Esemplare, a sostegno di questa affermazione, l’efficace trasposizione cinematografica dell’Amleto di Shakespeare (nella pellicola del 1990, intitolata appunto Amleto, troviamo un ispirato Mel Gibson nella parte del principe di Danimarca), diretta con mano ferma e sobrietà nitida.

C’è piena corrispondenza fra il libro della Brontë e il film di Zeffirelli, che si preoccupa di carpire in pieno lo spirito della protagonista definendola secondo caratteristiche fisiche e morali pienamente configurate. Romanticismo che si evince soprattutto dalla storia d’amore fra Jane ed Edward, agli antipodi in quanto a ceto sociale e bellezza estetica: l’istitutrice, piuttosto bruttina, apre una breccia nel cuore del bel signore, tramutando la rozza sfacciataggine dell’uomo in delicata e progressiva consapevolezza del sentimento umano, crescente in un clima viziato da troppi misteri.

L’abilità di Zeffirelli nel leggere e interpretare le intenzioni letterarie della Brontë si notano maggiormente nella prima parte, dove è chiamato a proporre con il sufficiente ma non esagerato drammatismo il passato travagliato di Jane bambina, che la vede prigioniera fra le mura di un orfanotrofio piegato tristemente alle fanatiche convinzioni cattoliche e alla disciplina.

La giovane, riluttante all’intransigenza priva di ragione, trova conforto e solidarietà nell’amicizia di una compagna, destinata a morire prematuramente lasciandola sola nel confrontarsi con l’ostilità di un mondo in balia delle convenzioni. La sua evoluzione mentale è resa tale dalla grande determinazione e dal talento artistico espresso nel disegnare sogni e impressioni di un’esistenza piena di prospettive.

Il rapporto dell’eroina romantica con il dispotico Edward sfocia in una condivisione lungimirante, tessuta da libertà intellettuali che fuoriescono in dialoghi dapprima formali e serrati, successivamente liberi e pregni di dolcezza.

Le vallate dello Yorkshire offrono uno sfondo unico entro il quale ambientare una vicenda in parte dipendente dalle mura di un castello fiabesco, in parte esente da particolari vincoli narrativi che, in maniera più che naturale, si intrecciano ricamando una storia senza tempo, sfumata dal mistero, sublimata dall’amore.

Curiosità

jane eyre e rochester

Il film ha ottenuto un David di Donatello per i migliori costumi.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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