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La donna del ritratto

la donna del ritratto locandinaTitolo originale: The woman in the window

Regia: Fritz Lang

Sceneggiatura: Nunnally Johnson

Cast: Edward G. Robinson, Joan Bennett, Raymond Massey

Musiche: Arthur Lange

Produzione: USA 1944

Genere: Noir

Durata: 107 minuti

Trailer

joan bennett e edward g. robinson in La donna del ritratto  alice e il professore La donna del ritratto  il ricatto

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

Trama

Il professor Richard Wanley (Edward G. Robinson), assistente alla cattedra di criminologia, rimane solo in città dopo aver salutato la famiglia alla stazione, con l’intenzione di passare in austerità quei pochi giorni. Una sera, appena uscito dal club in cui è solito trovarsi con i più cari amici, viene catturato da un dipinto esposto in una vetrina e dalla straordinaria bellezza della donna raffigurata. Grande è lo stupore quando la stessa donna, Alice Reed, (Joan Bennett) si avvicina al professore, invitandolo a bere qualcosa nella propria abitazione.

Richard, deciso ad approfondire la conoscenza dell’intrigante signora, accetta, ma nell’appartamento di Alice i due vengono aggrediti da un amante geloso. Wanley riesce ad avere la meglio uccidendo l’aggressore e, temendo di essere incriminato per omicidio, nasconde ogni prova e occulta il cadavere, ignaro che qualcuno ha visto tutto, un quarto incomodo pronto a ricattare la coppia.

Recensione

Il cinema di Fritz Lang ha pregi a non finire, uno su tutti: non crea assuefazione. L’osservazione permette di considerare il modus operandi del regista tedesco sempre efficace, con una capacità formidabile di afferrare letteralmente l’attenzione del pubblico proiettandolo nella sua dimensione noir.

Classicismo e innovazione i binari lungo cui corre la locomotiva di un maestro della suspense che ha anticipato il fenomeno Hitchcock per poi essere da quest’ultimo affiancato. Il ferreo stile inesorabile di Lang, che ha marchiato a fuoco capolavori quali Metropolis e M – Il mostro di Dusserdorf, cambia pelle adattandosi al tessuto cinematografico americano.

Lo fa con l’ideale trilogia composta da Anche i boia muoiono (1943), Il prigioniero del terrore (1944) e il coevo La donna del ritratto, gioiello che propone un onirismo di ritorno dalle soluzioni alternative. Decisamente un noir e non certo un thriller, il film tratto dal romanzo Once Off Guard di J.H. Wallis rinvigorisce una volta di più la forza figurativa dell’inquadratura, ribadendo un gusto autoriale votato ad applicare i canoni estetici della pittura ai frame di cui si compone la pellicola.

Dal primo espressionismo, il cineasta passa al modernismo e per un attimo abbandona le filosofie inventive di Flaubert e Joyce per offrire qualcosa di più attinente all’atmosfera del giallo. Per fare ciò si appella a due figure apparentemente antitetiche fra loro, ovvero un professore piuttosto ordinario (Edward G. Robinson) e una femme dalla bellezza straordinaria (Joan Bennett), personaggi che il destino fa incontrare sconvolgendone le rispettive esistenze con l’inserimento del fattore nero, l’omicidio.

Luogo del misfatto, un appartamento di lusso fuori dal quale il grigiore della città, il buio della notte e la solitudine fomentano l’anonimato dell’improvvisato assassino (certo per legittima difesa, ma pur sempre un assassino) e l’illusione dell’impunità.

Dove termina l’episodio scatenante, Lang fa iniziare un secondo lungo capitolo dedicato alle indagini, alla paura di essere scoperti, terminando con il sopraggiungere di un bieco ricattatore prima della svolta, il vero e unico coup de théâtre, che ci fa capire quanto sia effettivamente grande il genio di Lang.

Curiosità

professor Wanley

Il finale voluto da Lang trovò l’iniziale disaccordo dello sceneggiatore Nunnally Johnson, prima che il regista riuscisse a convincerlo.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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