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La forma dell’acqua

la forma dell'acqua posterTitolo originale: The shape of water

Regia: Guillermo del Toro

Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor

Cast: Sally Hawkins, Michael Shannon, Octavia Spencer, Doug Jones

Musiche: Alexandre Desplat

Produzione: USA 2017

Genere: Fantastico

Durata: 123 minuti

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sally hawkins e octavia spencer  la forma dell'acqua scena  michael shannon

 

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leone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezia   Miglior film, colonna sonora, Premio Fondazione CICT-UNESCO C. Smithers, Premio Future Film Festival Digital

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Elisa (Sally Hawkins) lavora come donna delle pulizie presso il centro di ricerche aerospaziali di Baltimora. È il 1962 e in America c’è la guerra fredda. Elisa, muta in seguito a un incidente, è legata da profonda amicizia a Zelda (Octavia Spencer) – collega afroamericana che lotta per i propri diritti dentro il matrimonio e la società – e Giles (Richard Jenkins), vicino di casa attempato, discriminato per la sua omosessualità.

Durante un turno di lavoro, Elisa e Zelda scoprono che in laboratorio è tenuta prigioniera, per scopi scientifici, una misteriosa creatura anfibia chiamata “the asset” (Doug Jones). Elisa si innamora ricambiata di quell’essere capace di vivere tra acqua e aria. Ma il loro sentimento dovrà presto fare i conti con un sistema ostile incarnato dal cinico Strickland (Michael Shannon).

Recensione

If I told you about her, the princess without voice, what would I say?

Would I tell you about the time…?

It happened a long time ago in the last days of a fair Prince’s reign… Or would I tell you about the place?

A small city near the coast but far from everything else…

Or perhaps I would just warn you about the truth of these facts

and the tale of love and loss and the monster that tried to destroy it all…” (Giles, voce narrante)

Baltimora, interno giorno: una giovane donna è intenta, nel suo appartamento un po’ bohémien, a preparare da mangiare. Piccoli gesti quotidiani lenti, metodici che la macchina da presa riprende, segue pedissequamente, riuscendo a coinvolgere immediatamente lo spettatore nel mondo altro di Elisa. Scena significativa ed evocativa di un altro film onirico e fantastico, Il favoloso mondo di Amelie.

Di omaggi e richiami La forma dell’acqua ne è “pregno” e spaziano da film e favole moderne (come La Bella e la Bestia e Una sirena a Manhattan) ai classici del musical anni ’40. Il filo rosso è la fabula e come molte favole viene riproposta la lotta tra il bene e il male, l’innocenza e la minaccia, la bellezza e la mostruosità, il dentro e il fuori, l’oscurità e la luce.

Per il regista la passione per il mondo acquatico, l’enigma, l’oscurità sono frutto di un lungo percorso esperienziale. Nativo di Guadalajara, in Messico, Guillermo del Toro si è nutrito come un ragazzo dei misteri infiniti di storie di fantasmi, film di mostri e favole che hanno influenzato la sua vita artistica arricchendo la sua fantasia interiore.

Quando ha iniziato a scrivere e dirigere pellicole, tutte quelle influenze intrecciate in uno stile visivo viscerale tutto suo hanno dato vita a diverse visioni come Il labirinto del fauno, Cronos e La spina del diavolo, dove i pericoli morali e fisici di un mondo di corruzione, di autoritarismo e di guerra si pongono al centro delle sue parabole fantastiche e soprannaturali.

La forma dell’acqua continua in quella direzione, solo che questa volta l’America è socialmente divisa, sull’orlo della guerra nucleare e profondi cambiamenti culturali. Del Toro in questo vertiginoso paesaggio ci parla d’amore, l’amore di una donna solitaria, così forte da sfidare il sospetto, la paura e la biologia.

Esplorare l’idea di amore e le sue barriere, interne ed esterne, è stato fondamentale per Del Toro, che dichiara:

Volevo creare una storia bella ed elegante sulla speranza e la redenzione come antidoto al cinismo dei nostri tempi”.

Per farlo, il cineasta si è avvalso anche di uno straordinario cast artistico, che comprende la luminosa Sally Hawkins, il pluricandidato premio Oscar Michael Shannon (Revolutionary Road di Sam Mendes, Animali Notturni di Tom Ford), Michael Stuhlbarg (Chiamami col tuo nome di Guadagnino e The Post di Spielberg), Richard Jenkins (Burn After Reading dei Coen), l’attore mimo statunitense Doug Jones (Il labirinto del fauno e Il ladro di orchidee di Spike Jonze) e il premio Oscar Octavia Spencer (The Help di Tate Taylor).

A rendere speciale il film ci ha pensato anche il cast tecnico – tra cui il direttore della fotografia Dan Laustsen, lo scenografo Paul Austerberry e il costumista Luis Sequeira – con una delle sequenze più insolite: un numero musicale in stile hollywoodiano in bianco e nero degli anni ’40, con una peculiarità, ovverosia una donna delle pulizie muta e una creatura marina come protagonisti. Il numero è riservato a un momento in cui le emozioni esplodono oltre i confini della convenzione.

Esteticamente perfetto, coinvolgente, un’opera taumaturgica sul potere salvifico dell’amore in tutte le sue declinazioni, ma anche sugli ultimi, i reietti della società, gli emarginati.

Curiosità

la donna e la creatura

Il film è uscito nelle sale italiane il giorno di San Valentino, scelta non casuale per un film (dark) romantico.

Gemma Buonanno

Gemma Buonanno

Gemma Buonanno, pugliese di origine, milanese ad interim, romana dal 2007. Ho una laurea in Sociologia con indirizzo in cinema, tesi di laurea su Dino Risi e la commedia all'italiana; specializzazione alla Cattolica di Milano in comunicazione sociale indirizzo spettacolo con una tesi dal titolo "Il film noir nel cinema post moderno". Mi piacciono molto "le vite degli altri" viste dietro e attraverso uno schermo. Per questo amo il cinema e la fotografia, il modo in cui l'arte figurativa riesce a raccontare la realtà, a rappresentarla, a interpretarla, ma anche a trasfigurarla. Mi piace il cinema d'autore, non amo molto il genere fantastico e mainstream (con le dovute eccezioni per alcune serie TV). Vado spesso al cinema, mi piace la sala buia ma non disdegno il salotto di casa mia, non ritengo che piattaforme come Netflix siano antitetiche al cinema, ma solo un'alternativa. Collaboro con Recencinema da ormai 6 anni, amo seguire le conferenze stampa, parlare di e con i protagonisti di un'opera, sentirmi parte, anche se per pochi minuti, di qualcosa di unico e incredibile: il Cinema, la settima arte.
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