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La mia ombra è tua

la mia ombra è tua locandinaTitolo originale: La mia ombra è tua

Regia: Eugenio Cappuccio

Sceneggiatura: Eugenio Cappuccio, Edoardo Nesi

Cast: Giuseppe Maggio, Marco Giallini, Isabella Ferrari, Claudio Bigagli

Musiche: Vincenzo Lucarelli

Produzione: Italia 2022

Genere: Commedia

Durata: 107 minuti

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maggio e giallini  giuseppe maggio e marco giallini in jeep rossa  marco giallini e isabella ferrari

 

Regia: stellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Classe 1997, Emiliano De Vito (Giuseppe Maggio) è un neolaureato di 25 anni bloccato in un mondo che sembra fatto apposta per frenarne sogni e aspirazioni. Per tutta la vita ha vissuto in un bozzolo di paura, ansia sociale e arrendevolezza. A mandare fuori dai binari la sua esistenza perfettamente ordinaria, però, arriverà la burrascosa conoscenza di Vittorio Vezzosi (Marco Giallini), ex scrittore di successo che – dopo il caso editoriale del suo primo libro I lupi dentro – si è isolato in un esilio autoimposto.

Timido e impacciato il primo, burbero e politicamente scorrettissimo il secondo, i due sono l’uno l’opposto dell’altro. Eppure, l’inaspettato rilancio del romanzo di Vezzosi da parte di un’influencer porterà Emiliano “Zapata” da Vezzosi a rivestire il ruolo di assistente (e spia della casa editrice) per il sequel del libro.

Emiliano e Vittorio finiranno così per imbarcarsi in un’avventura on the road, che dalle colline toscane li porterà fino a Milano, dove lo scrittore è atteso per un evento letterario. Per strada, i due avranno modo di scoprirsi non così diversi come credevano.

Recensione

Chiunque sia stato uno studente del liceo classico con le diottrie consumate da anni di consultazione del dizionario Rocci e la testa piena di sogni letterari, potrà senza dubbio identificarsi in Emiliano “Zapata” De Vito, il giovane protagonista di La mia ombra è tua. A vestirne i panni da nerd – forse un po’ troppo stereotipato – è Giuseppe Maggio, già visto in Baby, Sul più bello e nel più recente Quattro metà. Nonostante la giovane età, è riuscito ad affiancare un fuoriclasse del calibro di Marco Giallini con una disinvoltura non da poco.

Ex-studente vittima dell’impasse della generazione dei Millennial il primo, burbero ma romantico ex scrittore di successo il secondo, Zapata e Vittorio Vezzosi sono due co-protagonisti dall’innegabile chimica, che mantengono salde le fondamenta del film di Eugenio Cappuccio, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore Edoardo Nesi.

Scorrevole, divertente e a tratti profondo, La mia ombra è tua si destreggia tra commedia e dramma, finendo per essere un leggero ma riuscitissimo focus sul confronto generazionale tra i cosiddetti “nostalgici” e i “giovani senza futuro”. Dando voce tanto ai neo-laureati bloccati in un limbo professionale che taglia loro le gambe – forse colpevoli di una volontà poco temprata – quanto agli ex libertini arroccati in un miope “Una volta si stava meglio”, il film riflette sull’amicizia, sulle opportunità dei giovani e sulle responsabilità dei boomers.

Per Emiliano, venticinquenne vergine che si nasconde dietro un vistoso apparecchio dentale e un aspetto da nerd, l’incontro con il “Maestro” Vezzosi – meteora incensata dalla critica, che ora trascorre le sue giornate in un auto-esilio in campagna, tra strisce di coca e festini abusivi – è una vera e propria sveglia esistenziale, che finisce per scuoterlo dal torpore in cui la morte del padre lo aveva gettato.

Il confortante “bozzolo” di cui Zapata parla spesso, così, si rompe sotto i colpi delle battute graffianti del vecchio scrittore, scaraventando il giovane professore in un’avventura che stravolgerà routine e punti fermi, costringendolo a evolvere. Allo stesso modo, Emiliano diventa lo specchio nel quale Vittorio temeva di riflettersi da anni.

Tra i due, il rispetto si trasformerà prima in amicizia e, infine, in un rapporto padre-figlio bilaterale che innescherà una crescita reciproca e parallela. Il loro viaggio on the road – sul suggestivo sfondo della campagna toscana – diventa un doppio romanzo di formazione: esilarante, a tratti demenziale ma godibilissimo per lo spettatore.

Non mancando di satireggiare su un mondo editoriale manovrato dalle IG Stories delle influencer e popolato da editori rapaci unicamente in cerca del bestseller, La mia ombra è tua intrattiene e diverte per tutti i suoi 107 minuti. «La vita di noi uomini è breve e sudicia», dice Vittorio Vezzosi verso la fine del film. Ma, indipendentemente dalla generazione che ci è toccata in sorte, se sappiamo giocarci bene le nostre carte «ci sono anche dei momenti di gloria.»

Curiosità

la mia ombra è tua

L’opera è stata realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

 

Foto: Claudio Iannone

© 01Distribution

Valentina Baraldi

Valentina Baraldi

Ho una laurea in Lettere Moderne, una magistrale in Filologia e una grande passione per i viaggi. Scrivere è la mia vocazione, ma ho un debole per libri, cinema e serie TV.
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