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La vita è una danza

la vita è una danza locandinaTitolo originale: En Corps

Regia: Cédric Klapisch

Sceneggiatura: Santiago Amigorena, Cédric Klapisch

Cast: Marion Barbeau, Hofesh Shechter, Denis Podalydes

Musiche: Thomas Bangalter, Hofesh Shechter

Produzione: Francia, Belgio 2022

Genere: Commedia

Durata: 120 minuti

bim distribuzione   Trailer

 

la vita è una danza ballerina  sessione di ballo  la vita è una danza scena

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

Trama

Elise (Marion Barbeau) è una promettente ballerina di danza classica che vive a Parigi. La sua carriera viene compromessa da un infortunio sul palco durante uno spettacolo il giorno in cui anche la sua vita privata sembra andare in pezzi. Di fronte all’incertezza di poter tornare sulle punte, parte per un viaggio alla ricerca della sua “seconda vita”, che la porterà in Bretagna offrendogli la possibilità di una rinascita.

Recensione

A tre anni dalla sua ultima opera Deaux moi, Cédric Klapisch torna al cinema con una nuova commedia drammatica. Il regista de L’appartamento spagnolo ci conduce stavolta nel mondo della danza classica, una dimensione che gli permette di esplorare il tema della rinascita, della seconda opportunità, di come a volte nella vita, quando si chiude una porta si apre davvero un portone, e lo fa affidando il ruolo della protagonista a una prima ballerina dell’Opera di Parigi, Marion Barbeau.

La vita è una danza non brilla per originalità, eppure in qualche modo brilla comunque. È una pellicola in cui ogni cosa è al suo posto, e questa armonia consente allo spettatore di uscire dalla sala un po’ più leggero di quando è entrato. La danza, protagonista delle scene maggiormente riuscite del film, è la metafora perfetta per il viaggio di Elise dall’infanzia all’età adulta, dal sogno alla realtà, dalla danza classica – che “sembra volersi staccare a tutti i costi dal suolo e liberarsi nell’aria” – alla danza contemporanea, che “prevede uno stretto contatto con il suolo”.

La catarsi di Elise la condurrà dalla poesia del balletto classico all’esibizione ben più terrena e carnale. Prologo ed epilogo sono ambientato nella luminosa e romantica capitale francese, ma la chiave del “romanzo di formazione” è perfettamente resa dalla selvaggia Bretagna. La natura della regione rappresenta l’ideale antitesi della tesi e della sintesi rappresentate dalla metropoli più elegante del mondo, e Klapisch è molto capace nella resa del contrasto tra i due luoghi, le cui caratteristiche sono fortemente sottolineate dalla macchina da presa, ad evidenziare il carattere metaforico del film.

Elise è certamente Elise, ma è chiunque sia stato costretto dalla vita a una battuta d’arresto che si pensava avrebbe portato a conseguenze irreparabili, alla fine del mondo. È un sentimento che accomuna buona parte degli esseri umani: per motivi lavorativi, sentimentali, di salute, molti spettatori potranno rispecchiarsi in lei, pensare Elise c’est moi.

I personaggi che ruotano attorno alla ballerina divengono parte integrante del suo cambiamento, e, nonostante a volte le apparenze possano ingannare, sono di supporto. L’antagonista è la vita stessa, il che rende la rivalsa ancora più significativa e il finale ancora più commovente. Il cast lavora in profonda armonia, la reale chiave di volta de La vita è una danza, pellicola mai inopportuna, mai superficiale. Non c’è nulla lasciato al caso in questa commedia, che si inserisce perfettamente nella lunga storia di un genere in cui i francesi si confermano maestri.

Una menzione speciale merita la resa della danza stessa, dei balletti, della poesia della classica come della sensualità della contemporanea. Non è facile rendere la magia della danza al cinema: Cédric Klapisch riesce nell’impresa come pochi registi prima di lui.

Curiosità

la vita è una danza fotogramma

Il titolo del film è un estratto di vari aforismi sull’esistenza.

 

 

Immagini: © BIM DISTRIBUZIONE S.R.L.

Viola Pacifici

Viola Pacifici

Diplomata attrice, laureata in Scienze della Comunicazione, cinefila da tutta la vita. Sono cresciuta a pane e New Hollywood. Particolarmente attenta, per deformazione, alla recitazione e alla scrittura (il che mi porta a nutrire una certa antipatia nei confronti del doppiaggio), mi interessa il cinema in ogni suo aspetto e, senza la settima arte, la mia vita sarebbe molto più mesta.
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