kyle maclachlan e michael nouri
- Fantascienza, Recensioni

L’alieno

l'alieno locandinaTitolo originale: The hidden

Regia: Jack Sholder

Sceneggiatura: Jim Kouf

Cast: Michael Nouri, Kyle MacLachlan, Ed O’Ross, Claudia Christian

Musiche: Michael Convertino

Produzione: USA 1987

Genere: Fantascienza

Durata: 97 minuti

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jonathan miller  claudia christian  kyle maclachlan e michael nouri

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Dietro svariati omicidi senza un nesso apparente si nasconde un crudele alieno. La creatura passa da un corpo all’altro, servendosene per compiere gli efferati delitti scorrazzando in lungo e in largo per le città degli Stati Uniti d’America a bordo di lussuose Ferrari al ritmo di musica heavy metal.

A indagare viene chiamato il detective Tom Beck (Michael Nouri), affiancato dall’enigmatico agente dell’FBI Lloyd Gallagher (Kyle MacLachlan). Quest’ultimo dà la caccia all’inesorabile killer che gli ha ucciso moglie e figlia. E anche lui non è umano.

Recensione

La visione “alienata” (se è concesso il termine) di Jack Sholder è di quelle che pongono l’essere umano sul gradino più basso della scala evolutiva cosmica, riducendone il corpo – e le conseguenti facoltà – a un involucro da utilizzarsi ad arbitrario uso e consumo. L’ospite in questione è un extraterrestre molto simile a un viscido lumacone inespressivo e informe.

Ne L’alieno si trattano concetti molto consueti nell’ordine della fantascienza classica, dalla reincarnazione puramente fisica alla trasmigrazione in senso più stretto, fino alla possessione effettiva del contenitore in carne e ossa a scapito del body owner.

Il film richiama molteplici elementi del passato ritrovabili in cult assoluti della sci-fi del XX secolo, da Gli invasori spaziali diretto da William Cameron Menzies nel 1953 (e annesso remake Invaders datato 1986 a opera di Tobe Hooper) a L’invasione degli ultracorpi (Don Siegel, 1956). A The Hidden succederà invece sette anni dopo Il terrore della sesta luna, firmato nel 1994 da Stuart Orme e basato sull’omonimo romanzo di Heinlein risalente al 1951.

In tutti i casi l’individuo terrestre finisce col perdere ogni suo valore di presenza, venendo sfruttato letteralmente da un conquistatore sprezzante di ogni qualunque forma di vita ma dipendente da vizi molto umani, belle macchine e musica. Il pessimismo del Terzo Tipo perpetrato attraverso queste pellicole vuole certamente essere un attacco mirato al ritratto della società capitalistica, più che un monito a diffidare di eventuali entità altre.

L’alieno ha slancio notevole nel suo creare e sostenere l’azione in puro stile poliziesco, con i clichés storici dell’inseguimento in auto e della sparatoria. Non c’è posto per l’indagine alle origini dei personaggi, la profondità narrativa non sembra essere la priorità. Nel costrutto generale la consequenzialità degli eventi – nell’evitare tempi morti – basta allo spettatore per godersi lo spettacolo.

Kyle MacLachlan è al terzo ruolo cinematografico dopo Dune e Velluto blu, proprio come Michael Nouri lanciato da Flashdance, ma entrambi non brillano più degli attori che interpretano i corpi posseduti. Menzione speciale per William Boyett: il suo Jonathan Miller dagli occhi glaciali e dall’incedere affannato è davvero un antagonista mostruoso a differenza di Claudia Christensen, la bella, formosa e fatale Brenda dai lunghi stivali rossi.

Curiosità

lin shaye

Nel cast compare Lin Shaye, che con Sholder aveva già lavorato in Nel buio da soli dedicando poi parte della propria carriera agli horror.

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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