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Lei

lei locandinaTitolo originale: Her

Regia e sceneggiatura: Spike Jonze

Cast: Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara

Musiche: Arcade Fire

Produzione: USA 2013

Genere: Drammatico

Durata: 101 minuti

annapurna pictures logo   Trailer

 

joaquin phoenix in her  amy adams e joaquin phoenix  thedore in her

 

premio oscar   Miglior sceneggiatura originale

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Ambientato a Los Angeles in un futuro non molto lontano, Lei segue le vicende di Theodore (Joaquin Phoenix), un neodivorziato che inizia a intrigarsi per un nuovo sistema operativo avanzato che promette di essere a tutti gli effetti un’entità unica e intuitiva. Appena lo avvia fa la conoscenza di Samantha, una brillante voce femminile (Scarlett Johansson) che dimostra di essere perspicace, sensibile e spiritosa.

Man mano che le esigenze e i desideri di lei crescono, in tandem con quelli di lui, la loro amicizia matura fino a diventare un vero e proprio amore corrisposto.

Recensione

In La rosa purpurea del Cairo, dopo che un uomo esce letteralmente dallo schermo, il personaggio interpretato da Mia Farrow dice: “Ho appena conosciuto un uomo bellissimo. Non è reale, ma non si può avere tutto.

Anche nel nuovo film di Spike Jonze ci troviamo di fronte a una sorta di amore virtuale. Dopo il successo di Nel paese delle creature selvagge, il regista americano torna dietro la macchina da presa per il suo quarto lungometraggio, in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2013, dal titolo Lei (Her).

Ciò che potrebbe risultare da questa breve sinossi è un film che affronta l’ormai abusato tema dell’isolamento che la tecnologia crea sulla nostra società e sui nostri legami interpersonali. Per quanto ciò sia ovviamente presente nella pellicola, quel che interessa davvero a Jonze è l’amore. In Her il regista esamina alcune esigenze, alcune paure, alcuni giudizi, alcune aspettative che si riversano in una relazione, soprattutto nei suoi inizi.

Il tema dell’amore uomo-macchina/virtualità non è certo un tema originale, tra gli ultimi basti pensare a S1M0NE di Andrew Niccol, o anche semplicemente a uno degli splendidi episodi della serie britannica Black Mirror. Come nella migliore fantascienza, Her immagina come il mondo potrà diventare ma allo stesso tempo ci racconta qualcosa riguardo ai nostri tempi, da qui la scelta di scenografia e costumi, lasciati con un gusto vintage che avvicina i fatti narrati allo spettatore, rendendo tutto ancora più plausibile.

Theodore è un genio per quanto riguarda la comprensione delle emozioni degli altri, è un impiegato di successo a BeautifulHandwrittenLetters.com, scrive lettere emozionanti, divertenti, sentite per famiglie, amanti e chiunque altro il cliente voglia. Theodore non è un genio per quanto riguarda la comprensione delle proprie emozioni: viene da una difficile separazione con la moglie Catherine (Rooney Mara), sembra non riuscire a superarla, nonostante i numerosi inviti dell’amica Amy (Amy Adams) a sforzarsi e tornare quello di prima.

Ciò che riesce a sbloccare il momento depressivo di Theodore è una nuova amicizia, in questo caso con un sistema operativo chiamato Samantha. Samantha è curiosa riguardo al mondo, fa caso a ogni dettaglio della vita, riesce a illuminare la negatività del protagonista, e a lungo andare i due avranno una vera e propria relazione, comprensiva di sesso virtuale, come due fidanzati lontani.

Ma la situazione è frenata dallo stesso Theodore: per quanto desideri più di ogni altra cosa essere conosciuto, ha il terrore di un nuovo legame profondo. Molto interessante l’idea di non rendere mai questo tipo di relazione un segreto o una vergogna; nel futuro anzi sarà, secondo Jonze, un normale argomento di conversazione e un elemento sociale.

Il regista sembra voler dire che ogni tipo di amore ha la stessa dignità e possibilità di esistenza, tutti alla pari, senza scelte normali e scelte inusuali. La sceneggiatura è, come in tutti i lavori di Jonze, assolutamente intelligente e sorprendente nella sua struttura e nella sua componente dialogica. Fotografia e colonna sonora completano lo spettacolo, rendendo il film una vera e propria perla.

Her porta lo spettatore a chiedersi da dove nasca l’innamoramento verso l’altra persona, da dove parta la dinamica delle relazioni amorose, e cos’è che ci conquista davvero del partner.

Joaquin Phoenix aggiunge alla sua carriera un altro ritratto di un eroe ferito, ma stavolta ci troviamo di fronte a un personaggio molto dolce, che contrasta con le nevrosi e le ansie di The Master e Two Lovers. Mostra una gamma interessante dei propri punti deboli, della propria angoscia, senza bisogno di scene madri, un’interpretazione giocata sulle sfumature, il che è un valore aggiunto.

Dall’ altra parte ecco Scarlett Johansson, che con la sola voce mette in scena un grande bagaglio di emozioni.

Curiosità

scena her

La voce originale di Samantha era di Samantha Morton, che ha lavorato sul set con Joaquin Phoenix. Ma al momento del montaggio Jonze, col benestare dell’attrice inglese, ha sostituito le sue battute con quelle recitate da Scarlett Johansson.

Immagini: © BIM DISTRIBUZIONE S.R.L.

Cristiano Ogrisi

Cristiano Ogrisi

Da sempre grande appassionato della Settima Arte, da quando a 6 anni vidi "Jurassic Park" al cinema e rimasi estasiato. Da quel giorno non ho più lasciato questo mondo! Il mio genere è l'horror, il mio regista David Lynch e la mia citazione "Ho una cura perfetta per una gola arrossata: tagliarla" (A. Hitchcock). Ho studiato Cinema all'università La Sapienza di Roma, mi diletto a girare cortometraggi e a disegnare locandine, ma soprattutto a invadere quanti più festival cinematografici possibile.
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