charlie chaplin e claire bloom
- Drammatico, Recensioni

Luci della ribalta

luci della ribalta locandinaTitolo originale: Limelight

Regia e sceneggiatura: Charles Chaplin

Cast: Charles Chaplin, Claire Bloom, Nigel Bruce, Buster Keaton

Musiche: Charles Chaplin

Produzione: USA 1952

Genere: Drammatico

Durata: 137 minuti

Trailer

charlie chaplin e claire bloom  charlie chaplin il clown  buster keaton e charlie chaplin

premio oscar   Migliore colonna sonora

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

L’oramai attempato Calvero (Charlie Chaplin), un tempo famoso artista teatrale acclamato in tutto il mondo, vive all’ombra del passato successo, squattrinato e dedito alla bottiglia. Non esita a salvare la vita alla giovane Thereza (Claire Bloom), il cui tentato suicidio è figlio di una parabola esistenziale sfortunata ma non priva di prospettive.

Lei, bravissima ballerina con un grave blocco psicologico, riprende in mano il proprio avvenire grazie a Calvero, si riabilita e trova la consacrazione sul palco. E per il vecchio clown arriva l’occasione, l’ultima di una carriera votata allo spettacolo e alla risata.

Recensione

Luci della ribalta non è soltanto l’ultimo film girato in terra statunitense dall’immenso Charlie Chaplin mentre imperversava l’ottuso Maccartismo, ma è anche la sua opera meno compresa, un inno al coraggio di vivere nonostante tutto, incredibile, portentoso volano di speranza, traino a credere nelle prospettive di un rinnovato futuro.

L’ottimismo rappresenta in questo caso la quintessenza in lotta con l’amarezza delle luci spente, del tributo mancato, della nostalgia per un pubblico dapprima ridente ma adesso lontano, disinteressato all’anziano artista e sull’onda delle stelle nascenti.

Prodotto, scritto e diretto da Chaplin, questo capolavoro ha in sé il responsabile carico emotivo dello zibaldone personale, capace di racchiudere in due ore un flusso ininterrotto di pensieri, segmenti filosofici e tecniche cinetiche che hanno costituito in un’intera carriera degli esclusivi capisaldi, perni di una comicità funzionale al messaggio di fondo, e cioé l’assecondare a qualunque costo il desiderio di esprimere una personalità unica, la propria.

Nei dialoghi fra il vecchio Calvero e la dolce Thereza è il mondo a venir fuori nelle sue situazioni portate all’estremo e, alla fine, vinte dallo slancio umano, il più potente, il più irreprimibile fra gli istinti. Eppure tanta ragione governa il comportamento del personaggio maturo, l’artista che fu Charlot, che è ancora Charlot e che lo sarà sempre con l’insopprimibile dignità proverbiale.

Attribuire a Calvero le mille caratterizzazioni del vagabondo in bombetta e frac rattoppato è per Chaplin un modo di sintetizzare il proprio percorso fra muto e sonoro, fra i contorni del reietto finalmente glorificato dal consenso, sottratto alla strada e tanto, tanto amato.

Mimo e clown, il sogno perduto, immortalato nei manifesti dell’appartamento in affitto del protagonista, ancora dinamico nella dimensione onirica, intimorito dalle paure infantili, dal timore del fallimento nell’attimo del ritorno sul palcoscenico: Luci della ribalta si anima nel confronto tra la senilità e la giovinezza, tra la tradizione e l’innovazione, fra la sconfitta e la resurrezione di un’idea al crepuscolo.

Nel cast il maestro del cinema immette un po’ della propria famiglia, la piccola Geraldine inquadrata per pochi secondi, l’altro figlio Sydney addirittura scritturato per essere una sorta di inevitabile contrapposizione del padre e poi lui, il caro amico Buster Keaton con il quale condivide la scena conclusiva, un inedito sodalizio della maturità.

Anche nel dramma, Chaplin riesce a ottenere sorrisi e far battere forte il cuore, insegnando come stare al mondo e stupirlo. La colonna sonora dello stesso poliedrico regista fu premiata con l’Oscar nel 1972, quindi vent’anni dopo. Il celeberrimo Eternamente resta un picco poetico di bellezza commovente.

Quando la leggerezza fa riflettere e piangere, un miracolo si compie ed è il riconoscimento pieno dell’arte inclusa nella faceta illusione del cinematografo.

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Curiosità

thereza e calvero in limelight

Il soggetto originale, pensato per la rappresentazione teatrale, riguarda proprio la storia d’amore fra un vecchio clown e una giovane ballerina.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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