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L’ultimo squalo

l'ultimo squalo locandinaTitolo originale: L’ultimo squalo

Regia: Enzo G. Castellari

Sceneggiatura: Vincenzo Mannino, Marc Princi

Cast: James Franciscus, Vic Morrow, Micaela Pignatelli, Joshua Sinclair

Musiche: Guido De Angelis, Maurizio De Angelis

Produzione: Italia, USA 1980

Genere: Shark movie

Durata: 90 minuti

Trailer

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Regia: stellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stella

Musica: stellastella

Giudizio: stella

 

Trama

Port Harbor, Stati Uniti. Pochi giorni prima dell’inizio di un’importante regata di windsurf un enorme squalo bianco attacca un ragazzo, mettendo in allarme le autorità. Il sindaco Wells (Joshua Sinclair) appronta le misure di sicurezza ma è deciso a mandare avanti la manifestazione sportiva per preservare la sua campagna elettorale.

La bestia semina il panico durante la gara. Un esperto cacciatore (Vic Marrow) e uno scrittore specialista in assassini del mare (James Franciscus) lo inseguono per porre fine alla strage.

Recensione

Il famoso regista Enzo G. Castellari macchia la propria carriera cinematografica dedicandosi con infantile caparbietà a un film che cerca goffamente di emulare Lo squalo, il capolavoro di Steven Spielberg.

Ne consegue una causa intentata dalla Universal contro la produzione italiana, vinta dalla major americana proprio perché ne L’ultimo squalo si è impossibilitati a scorgere un minimo di originalità e autonomia artistica: il risultato impedisce a Castellari di dilagare nelle sale statunitensi, limitandosi dunque a quelle italiane.

L’etichetta di B-movie si deve ai tremendi svarioni che costellano l’intero film e le scopiazzature senza malizia che fanno rimpiangere di gran lunga l’eccelso predecessore del 1975. Castellari deve purtroppo fare i conti con un esiguo budget a disposizione e scarsi mezzi collaterali, tuttavia la sua colpa risiede nell’ostentazione di una spettacolarità fuori misura e artificiosa a più non posso.

A differenza della creatura messa a punto dal regista americano, quest’”ultimo squalo” non dà mai la sensazione di essere vero, se non nelle innumerevoli sequenze “taglia e cuci” evinte da una serie di documentari anonimi in stile “natura selvaggia”, che non fanno altro che accrescere la finzione.

Non c’è pathos e Castellari non osa molto più di qualche ripresa angolata e vertiginosa. Si tratta di un tentativo velleitario di rafforzare un genere specifico che non si confà a un cinema – quello del Belpaese – più sofisticato nel dramma che nell’avventura concitata.

Non serve render furbo uno squalo istintivo per antonomasia (si sorride nella scena in cui intrappola nella grotta i due subacquei) né farlo ruggire come una fiera affamata nel corso delle sue terrificanti emersioni. Le sue misure sono esagerate, il valore della pellicola assolutamente modesto.

Curiosità

l'ultimo squalo b-movie

Prima di essere ritirato dal mercato statunitense per plagio, il film era riuscito a totalizzare nel solo primo mese di proiezione ca. 18 milioni di dollari.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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