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L’uomo nel buio – Man in the Dark

l'uomo nel buio posterTitolo originale: Don’t breathe 2

Regia: Rodo Sayagues

Sceneggiatura: Fede Alvarez, Rodo Sayagues

Cast: Stephen Lang, Madelyn Grace, Brendan Sexton III, Adam Young

Musiche: Roque Baños

Produzione: USA 2021

Genere: Home invasion

Durata: 98 minuti

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stephen lang e madelyn grace  norman nordstrom  l'uomo nel buio scena

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

Otto anni dopo la sanguinosa irruzione nella sua casa, il veterano cieco Norman Nordstrom (Stephen Lang) vive a Detroit con l’undicenne Phoenix (Madelyn Grace) e il cane Shadow. La bambina, convinta di essere la figlia di Norman e di una donna morta in un incendio, vive da semireclusa che il “padre” addestra come un Navy Seal, perché il genitore ritiene che il pericolo possa essere ovunque, anche a scuola.

Un giorno, uscita con la veterana Hernandez (Stephanie Arcila), la sola donna di cui Norman si fidi, Phoenix viene avvicinata da un uomo in un bagno pubblico, al quale riesce a sfuggire. Tornando a casa dopo aver lasciato la ragazza, Hernandez viene uccisa da uno dei membri della gang. La banda assalta la casa di Norman e rapisce la bambina distruggendo tutto. Sopravvissuto, l’agguerrito ex marine si mette sulle sue tracce.

Recensione

A cinque anni dall’uscita di Man in the Dark (Don’t Breathe), la coppia Alvarez-Sayagues torna a narrare le vicende del Navy Seal non vedente reduce della guerra del Golfo Norman Nordstrom. Con un doppio twist, uno tecnico, l’altro creativo. Se, infatti, la regia del primo capitolo era stata presa in carico da Fred Alvarez, in questo sequel è Rodo Sayagues a dirigere.

Parallelamente, il cattivissimo antagonista del film del 2016 diventa qui l’eroe. Purtroppo questa è l’unica idea degna di nota di una sceneggiatura nel complesso carente. Per buona parte del film si ha la sensazione di trovarsi di fronte a una pellicola da terza serata di Italia 1. Un thriller che stenta a partire, senza suspense, con qualche sprazzo di sangue rappreso teso a far sì che l’opera possa quasi guadagnarsi un posto nel genere horror.

Escluso l’incipit – in cui ci viene brevemente introdotto il personaggio di Phoenix e mostrata questa nuova anima pseudo-tenera di Norman – i primi 40 minuti sono un susseguirsi di martellate, tentativi di annegamento, colla che viene usata per scopi per cui non è certamente stata creata, botte, altre martellate, spari che vanno a vuoto (del resto, il protagonista è cieco), fuoco, cani che abbaiano. Il tutto senza che lo spettatore abbia sentore del perché la carneficina sotto i suoi occhi si stia consumando.

Improvvisamente, nel bel mezzo del massacro un personaggio, che intuiamo essere il boss del clan che stava seminando il panico nell’abitazione di questo nucleo familiare disfunzionale, fa una rivelazione cruciale che unge il meccanismo senza tuttavia creare empatiatensione.

L’uomo nel buio – Man in the dark è un film mal recitato, dagli effetti volutamente granguignoleschi. Le musiche sottolineano pedissequamente l’incedere del racconto, i dialoghi vengono banalizzati da un condensato di frasi fatte e i personaggi non hanno sfumature: supercattivi, cattivi dal cuore tenero, una bambina che alla fine si rivelerà più pronta alla battaglia della Beatrix Kiddo di Kill Bill.

Nulla di ciò sarebbe deleterio per un B-movie. Purtroppo, però, questo tipo di celluloide dal B-Movie contrae solo i difetti. Non ha ritmo, non ha pathos, i ripetuti tentativi di jump scare perdono di efficacia, perché la musica non risulta mai sincronizzata con l’immagine.

La scrittura, piuttosto superficiale, non tocca mai le corde emotive, rifiuta i contrasti, insomma non sfonda la quarta parete dispensando solamente velata noia. Il principale crimen horribilis commesso da Alvarez e Sayagues – e dal produttore esecutivo Sam Raimi – è di aver voluto realizzare un B-movie senza ironia.

Curiosità

stephen lang as blind manNorman Nordstrom, accreditato nei titoli di coda come “The Blind Man”, nel primo film nega apertamente l’esistenza di Dio. In questo sequel, dice a Phoenix di non dare nulla per scontato perché Dio gliel’avrebbe portata via. Quando lei gli chiede se Dio sia cattivo, lui le risponde: “Dio è giusto!” completando così un percorso di inattesa redenzione.

Immagini: © Sony Pictures

Viola Pacifici

Viola Pacifici

Diplomata attrice, laureata in Scienze della Comunicazione, cinefila da tutta la vita. Sono cresciuta a pane e New Hollywood. Particolarmente attenta, per deformazione, alla recitazione e alla scrittura (il che mi porta a nutrire una certa antipatia nei confronti del doppiaggio), mi interessa il cinema in ogni suo aspetto e, senza la settima arte, la mia vita sarebbe molto più mesta.
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