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Momenti di gloria

momenti di gloria locandinaTitolo originale: Chariots of fire

Regia: Hugh Hudson

Sceneggiatura: Colin Welland

Cast: Ben Cross, Ian Charleson, Nigel Havers, Ian Holm

Musiche: Vangelis

Produzione: Gran Bretagna 1981

Genere: Sport movie

Durata: 125 minuti

Trailer

 

ben cross e nigel havers  olimpiadi di parigi 1924  ian charleson

 

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Anni ‘20. Harold Abrahams (Ben Cross) è uno studente ebreo di Cambridge, Eric Liddell (Ian Charleson) un fervente cristiano scozzese. Entrambi, eccezionali corridori, si allenano con la squadra inglese di atletica per le Olimpiadi di Parigi, lottando per rivendicare i loro valori e un credo molto più importante della vittoria.

Recensione

In molte occasioni il cinema britannico ha dimostrato di essere più introspettivo e stilisticamente disciplinato rispetto a quello americano. Hugh Hudson dirige in questo senso un film esemplare, una parabola sportiva inserita in un contesto storico preciso e basato su personaggi e fatti reali.

Grazie a una sceneggiatura estremamente valida e lineare, il cineasta esalta il grande spirito di competizione proprio della natura umana e concentra l’attenzione su due personalità uniche e controverse. Al principio della corsa si radica la volontà di affermarsi da parte dei due campioni Harold ed Eric.

Il primo è uno studente di Cambridge, figlio di un ricco ebreo, deciso a far valere i principi di un popolo emarginato compiendo imprese sportive; il secondo è scozzese, devoto alla chiesa cristiana e convinto che Dio gli abbia donato la velocità per rappresentare una fede. Assistiamo quindi a due approcci diversi nei confronti dello sport: Momenti di gloria è in breve la ricostruzione di due visioni, due prospettive votate alla vittoria.

Hudson porta a compimento un trattato che si può dire poetico, dal quale emergono sentimenti profondamente analizzati ed enfatizzati, i dubbi, le paure, il desiderio di rivalsa e il coraggio di quelli che sono prima di tutto uomini al servizio di una nazione. In molte scene le massime autorità britanniche, tra cui il principe di Galles, tentano di intromettersi giocando partite politiche tese a voler rappresentare sul campo la patria, presente con ogni suo atleta.

Ecco che le Olimpiadi vanno a costituire il terreno entro il quale i più influenti paesi combattono una battaglia sportiva ma anche ideologica, determinante per i movimenti di potere. Harold ed Eric non si fanno sopraffare dal grande carico di responsabilità che una gara comporta, essi corrono per i propri ideali, per la libertà, la gloria.

Hudson costruisce intorno al contenuto un apparato filmico forte e studiato in ogni particolare, elevando visivamente sequenze emblematiche e dalla marcata impronta simbolica. Nel prologo, la cinepresa si introduce nel gruppo che si allena sulla spiaggia, compiendo una carrellata di primi piani di coloro che saranno di fatto i protagonisti della storia.

Distinguiamo già nei volti la chiave di lettura di tutto il film, intravedendo molto più che smorfie di fatica e divise sporche, ne estrapoliamo il sacrificio, la tenacia e il carattere. Il compositore Vangelis offre una performance musicale eccelsa, creando una colonna sonora memorabile in grado di svelare da subito i più intimi profili dei carismatici personaggi, narrando con note sublimi un racconto che si rende favola sportiva di notevole spessore.

La bellissima scena iniziale – girata sulla West Sands Beach a Fife, Saint Andrews in Scozia – farà anche da epilogo, come un libro che si apre e si chiude contenendo pagine mitiche. I 4 Oscar ottenuti contribuiscono a fare del film una pietra miliare del genere.

Curiosità

eric liddell

Per dare enfasi romantica alla storia, Welland inserì il problema etico di Eric, che in realtà non ebbe mai luogo.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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